Referendum Digitali

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Raccontiamo l’evoluzione della nostra società verso il digitale. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo spiegato molte volte, tramite diversi esempi, come la pandemia e la diffusione di nuovi servizi digitali ha e avrebbe, già nel breve periodo, determinato fortissime accelerazioni verso nuove inedite direzioni.

L’accesso, forzato e repentino, da parte di milioni di italiani, ai servizi di autenticazione digitale, SPID e CEI, conferma la nostra tesi.

Migliaia di persone hanno deciso di utilizzare questa nuova fonte di conoscenza firmando digitalmente un referendum.

In una società digitale si può partecipare attivamente alla vita politica, contribuire digitalmente, con pochi click.

Un cambiamento importante che, come spesso succede, ha richiesto immediate rassicurazioni: “tranquilli, tutto resterà come prima, i banchetti e i gazebo raccolta firme non scompariranno”.
Una bugia per tranquillizzarci, dopo ogni cambiamento digitale, repentino, imprevisto, abbiamo bisogno di ritrovare le nostre certezze, è nella nostra natura.

Ma non sarà affatto così. Con la firma digitale si spenderà molto meno, la raccolta firme durerà giorni o forse ore o più probabilmente minuti (sulla spinta di un solo hashtag) e le stesse energie messe in campo dai volontari potranno essere usate per altri fini, altrettanto utili e meno dispendiosi. Non ci saranno più banchetti e gazebo raccolta firme così come non ci sono più blockbuster o negozi di CD.

Chissà se questo tipo di utilizzo, inedito in questa forma massiva e popolare, della firma digitale, sarà limitato a specifici contesti oppure se incentiverà la partecipazione alla vita politica dei giovanissimi, invertendo una tendenza pluriennale. Riducendo l’indifferenza verso leggi e classe politica.

Internet spesso, in passato, in vario modo, ha colmato un divario in termini di comunicazione sociale, emotiva ed anche istituzionale. Chissà se le nuove modalità di comunicazione e diffusione digitale, conseguenti all’adesione alle liste di vaccinazione a all’utilizzo del green pass ci porteranno verso una società più digitale dal punto di vista dell’interazione e del dibattito politico.

E’ se aumentassero esponenzialmente le richieste di referendum digitali?

E’ se fosse possibile proporre in pochi minuti, tramite un solo hashtag, leggi di iniziativa popolare ed avere un consenso massivo immediato tramite la rete?

Questi scenari ci portano verso una società profondamente democratica, in cui i cittadini hanno un ruolo attivo? o verso l’entropia, verso “fake law” firmate da tutti?

Sarà sufficiente per la classe politica aumentare il “quorum” di firme a un milione o a due milioni per arginare il fenomeno dei “Referendum digitali”? Oppure si è innescato un processo inarrestabile di “partecipazione popolare digitale”?

Abbiamo applicato il “tempo reale” all’e-commerce, allo streaming, allo smartworking , al crowdfunding , alla DAD, ed ora anche ai “Referendum Digitali”.

Ordiniamo la nostra cena online con un click, perché non firmare con un click un referendum?

Sino ad oggi la Politica ha utilizzato Internet per polarizzare i consensi, per coinvolgere tramite webtrend e buzzword (parole legate ai “tormentoni” di tendenza), per indirizzare i cyberutenti in prossimità delle elezioni. Oggi, forse per la prima volta, è Internet che raggiunge la politica e non viceversa. Il canale di comunicazione diventa, improvvisamente, bidirezionale. Chissà se i nostri politici sapranno ascoltare la rete.

Non sappiamo cosa ci aspetta, quale sarà il prossimo passo digitale. Come potrà cambiare il rapporto tra Politica e Internet.

Di una cosa siamo certi, siamo tutti in rete e siamo sempre più spesso collegati, per molte ore al giorno. La rete con i suoi nodi, noi, si espande con rapidità raggiungendo aspetti e servizi della vita reale poco efficienti, farraginosi, che non comunicano, trasformandoli rapidamente in qualcosa di radicalmente diverso, di molto più veloce e capillare. Non migliore, non peggiore, diverso. Spesso irreversibilmente diverso.

La popolazione “in rete” dinamica, non sempre consapevole, agirà sempre più in modo massivo, impulsivo, popolare e digitale, su movimenti, partiti politici e temi etici.

Chissà come la classe politica reagirà di fronte a queste nuove “sfide digitali”.

Non siete ancora convinti di essere in un Mondo 2.0? Allora sedetevi al vostro banchetto nel vostro gazebo e aspettate, penna e foglio di carta alla mano, prima o poi qualcuno che vi spiega come si fa una firma digitale passerà …

Mondoduepuntozero

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