App Immuni: Tutt’altro punto di vista

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Non ci stanchiamo mai di vedere film come “I mostri” di Dino Risi interpretato dagli straordinari Gassman e Tognazzi. Questo film in modo semplice, sarcastico, racconta l’Italia e gli italiani degli anni ‘60. Molti episodi, tutti basati su storie e personaggi grotteschi, eccessi che permettono di evidenziare il pensiero, le abitudini ed anche le eccentricità degli italiani di quell’epoca.

Una particolarità del film, a dire il vero ce ne sono molte, è che gli episodi hanno diversa lunghezza, alcuni sono più lunghi, altri brevissimi. Questa contaminazione tra personaggi stravaganti e stravaganze permette al pubblico, al termine della visione, di avere un idea molto chiara sui costumi e il pensiero dell’epoca.

Ma tutto questo con l’App Immuni cosa c’entra? Forse è stato pubblicato per errore un articolo con un titolo di un altro? può capitare. Vi tranquillizziamo, non è così, siamo qui per parlare dell’App Immuni.

Tanto è stato scritto in queste settimane sull’App Immuni, tantissimo, centinaia di articoli che hanno affrontato aspetti specifici della nuova App, spesso in modo allarmistico: sicurezza dei dati personali, tracciabilità, utilità complessiva. Dopo avere metabolizzato tanti pareri abbiamo deciso di dire la nostra, e di approcciare la App da un diverso punto di vista. Di non sovrapporre la nostra voce a quella del coro.

Il rilascio negli store dell’App Immuni è avvenuto in totale continuità con il processo di digitalizzazione sociale, accelerato in modo permanente dal lockdown. Non siamo i primi ad ammettere che in pochi mesi sono stati fatti “passi digitali” da gigante, che in condizioni normali avrebbero richiesto anni.

Eppure, eppure, eppure la nuova App Immuni ha raccolto soprattutto dissensi, unico esperimento socio-tecnologico, per altro non obbligatorio, per tutti ma gradito da pochi.  Dietro questo mancato gradimento c’è il nostro contesto sociale. Proprio come ne “I mostri” l’App ha raccolto negli store commenti di ogni genere: catastrofici, allarmanti, disarmanti, eccentrici, … mentre li leggevamo uno ad uno, con attenzione, ci sono venuti alla mente gli episodi del film.

Questi commenti, privi purtroppo del genio di Gassman e Tognazzi, sono lo spaccato dei nostri tempi.

Tuffiamoci quindi tra i commenti dell’APP “Immuni”, troveremo “i mostri” del nostro secolo.

Il mio smartphone ha “solo” 7 anni!!

in prima fila mettiamo i commenti, numerosi, da parte di coloro che hanno uno smartphone che ha qualche anno di età. Quante volte parlando con amici e parenti raccontiamo che le lavatrici, le tv, i frigoriferi non durano come una volta? Gli italiani sono affezionati al loro smartphone, lo ritengono uno strumento personale, quasi un estensione del loro corpo, al quale il contesto deve adattarsi e non viceversa. Questa categoria, a cui a dire il vero fa da contraltare quella di coloro che compulsivamente cambiano lo smartphone ogni sei mesi, pretende che la App Immuni funzioni sempre e comunque.

Io amo la batteria del mio smartphone

Molti moltissimi, veramente tanti, sono indispettiti dall’attivazione del bluetooth e del gps. Attenzione non per la paura di essere tracciati, argomento ampiamente trattato in modo allarmistico dalla stampa italiana, ma per paura di rimanere con la batteria del proprio cellulare scarica.

Proviamo ad ipotizzare perché gli italiani hanno la batteria dello smartphone spesso scarica:

  • Il loro smartphone ha 10 anni di età, la batteria dura poco o niente, rientriamo nel caso al punto precedente. Compratevi un nuovo smartphone!
  • Gli Italiani si collegano al cellulare ogni tre o quattro minuti, quindi circa 300 volte al giorno (non esageriamo, è proprio così), un utilizzo così compulsivo mette a dura prova anche gli smartphone più attuali ed efficienti. Il consiglio è di utilizzare meno, molto meno, Facebook, WhatsApp, TikTok, … e, ora che si può, fatevi una bella passeggiata.
  • Ci sono molte App attive in contemporanea sul vostro smartphone. Forse è il caso di vedere cosa tra le App che avete scaricato vi è veramente utile, fare una cernita, proprio come da anni vi ripromettete di fare con i vestiti che avete nel vostro armadio.

Ci chiedevamo da tempo (specie dopo il nostro articolo “Educare all’uso dello smartphone”) come mai migliaia di italiani parlassero al telefono durante la guida, tenendo il telefono per mano, anche con auto di ultima generazione. Un comportamento “da mostri”.
Ora lo sappiamo, perché il Bluetooth che interagisce con il vivavoce dell’auto scarica la batteria dello smartphone.
Ci immaginiamo Vittorio Gassman alla guida di una decapottabile mentre chattando al telefono fa un incidente mortale (a proposito anche “il sorpasso” è del grande Dino Risi).

L’App mi ruba i dati!! 

Anni di chiacchiere al bar, di telegiornali e quotidiani allarmisti su Internet e l’uso della rete, di Fake News hanno lasciato il segno.
Il mondo è contro di me, l’App è contro di me, è pensata per favorire una dittatura, ruba i miei dati personali, … .
I primi commenti di questo tipo ci hanno divertito, pian piano che ne leggevamo ci siamo spaventati. Ci siamo immaginati Ugo Tognazzi chiuso in casa che cerca di prevenire possibili attacchi hacker costruendo un muro di pentole attorno al proprio smartphone.

Quest’App non serve a nulla

Non solo catastrofismo e allarmismo ma anche molto disfattismo. Le motivazioni per cui l’App non serve a nulla sono le più disparate: è arrivata troppo tardi (forse vero), l’utente a cui viene effettuata una notifica se ne andrà comunque in giro a fare l’untore (un altro episodio grottesco del nostro film?), se non la scaricano tutti non serve a nulla.
Non siamo ovviamente d’accordo, un App scaricata da 4 milioni di italiani può prevenire tramite le notifiche decine di casi di contagio, e anche se salvasse una sola vita avrebbe utilità di molto superiore a tutte le App ludiche disponibili in rete.  Inoltre questa è la vera prima APP di utilità sociale finalizzata a prevenire un evento negativo.
E’ se Immuni fosse la prima di una lunga serie di APP di utilità sociale? E se dopo questa App ne arrivasse una che ci fa squillare tutti gli smartphone di casa perché sta avvenendo un terremoto?

Siamo tutti Designer

Un tempo pensavamo di essere tutti allenatori di calcio, presidenti del consiglio, oggi consigliamo ai progettisti dell’App dove mettere icone, pulsanti, colori, testi e altri dettagli. Ci siamo digitalizzati, ci sentiamo tutti “web interface designer”.
E non fate finta di non sapere di cosa si tratta, lo sappiamo benissimo che due o tre  modifiche le avete pensate anche voi!

L’App è semplice da utilizzare, si installa subito.

Chiudiamo in bellezza. E’ giusto dirlo, la maggior parte dei commenti sono positivi.
L’App è semplice da installare, è molto semplice da utilizzare.
Fa pochissime cose, importanti, in modo semplice. Anche il sito è semplice da consultare.
La maggioranza degli italiani ha  senso civico e senso della realtà, ha capito appieno il senso di questa prima importante sperimentazione sociale.  Invita gli altri a scaricare l’App.
Questa cosa non va dimenticata, gli italiani , ieri come oggi, sono brava gente.

Pienamente consapevoli di non avere in dote il genio di Dino Risi e dei suoi sceneggiatori e di essere privi di due straordinari interpreti come Gassman e Tognazzi abbiamo tentato, sarcasticamente, di raccontarvi “I mostri” del nuovo millennio.
I nostri episodi non sono andati in onda su un’arcaica tv a venti pollici ma sullo schermo di un personal computer o di uno smartphone, sono commenti online posizionati negli store Google Android e iOS Apple.

E’ cambiato il palcoscenico ma non il pubblico, gli italiani di sessantanni fa non sono poi così diversi da quelli di oggi, stravaganti, originali, grotteschi, ansiosi.

In una società digitale i “nuovi mostri” non possono che comunicare tramite Internet.

Mondoduepuntozero

Voi tutti sapete cos’è l’App Immuni vero? se non l’avete ancora scaricata andate subito qui!

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