Waze per evitare il traffico … e il Mondo sulle mappe di Google

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Evitare il traffico? E’ veramente possibile? Non c’è modo di arrivare al lavoro in poco tempo, ma c’è modo, tramite la rete, di cercare il percorso più breve, o almeno di evitare le situazioni critiche, di blocco totale.
L’APP che svolge questo compito, ad oggi, è Waze,  caratterizzata da avvisi sul traffico “live”. APP con oltre 100 milioni di scarichi da smartphone Android e chissà quanti da dispositivi iOS Apple.

L’aspetto straordinario di questa APP è nel suo automatismo.  Siamo proprio noi utilizzatori che segnaliamo la nostra posizione, tramite GPS. Waze  elabora la nostra posizione, intuisce il rallentamento e lo condivide automaticamente con tutti coloro che intendono fare lo stesso percorso, in tempi brevissimi. Non solo, l’utente può segnalare di sua iniziativa una criticità.
Troviamo illuminante la prima parte del commento, da noi estratto dall’Apple Store, inserito di recente da un utilizzatore: enfatizza il ruolo social dello strumento, la possibilità di condividere, di chiedere, aiutare e indirizzare gli altri.

Waze commento traffico real time

A pensarci bene solo qualche anno fa eravamo, tutti, estremamente diffidenti verso i “navigatori” digitali, in parte per la difficoltà di interpretare mappe e segnali in tempi rapidi, in parte per le anacronistiche situazioni in cui ci si veniva a trovare.
Questi strumenti, progressivamente, si sono evoluti, la loro interfaccia, l’usabilità, la comunicazione, sono migliorate. Allo stesso tempo siamo diventati cyberutenti, utilizzatori digitali.
I navigatori si sono completamente integrati con i nostri smartphone e con  i display delle nostre automobili. Al pari di WhatsApp e di Facebook sono diventati intuitivi e familiari.

Pressoché indispensabili, utilizzati quotidianamente. Consiglieri, suggeritori, compagni di viaggio.

Anche Google ha percepito lo straordinario potenziale del fenomeno “mappe”. Google Maps è uno degli strumenti più utilizzati in rete. Google ha di fatto “mappato” tutto il pianeta.
A chi non è mai capitato di incrociare sul marciapiede qualcuno che passo dopo passo, smartphone alla mano, segue le istruzione di Google Maps per raggiungere un luogo?
Google Maps ha intuito il potenziale informativo e sociale insito nei servizi di “traffico live”. Nel 2013 per una non bene precisata somma (si parla di oltre un miliardo di dollari) ha acquisito Waze, mantenendola di fatto, almeno sino ad oggi, indipendente.
Oggi Google Maps sta molto probabilmente cambiando strategia, sta testando una funzionalità in grado di segnalare i rallentamenti nel traffico, proprio come Waze. Probabilmente in sostituzione di Waze.
Si tratta di un cambiamento sociale, la piattaforma di mappe più utilizzata al mondo, da tutti,  aggiunge un servizio real-time. Mondo virtuale e mondo reale si intersecano, si contaminano reciprocamente: “Io avviso la APP che sto rallentando, la APP avvisa tutti gli altri cyberutenti e, sempre, in tempo reale, mi viene offerto il miglior percorso alternativo”.

 In tutto ciò rileviamo due paradossi:

  • Il primo paradosso: Ancora una volta un servizio diffusissimo, ritenuto utile da milioni di persone, viene acquisito da un gigante del Web. In Internet il “pesce grande” spesso mangia il “pesce piccolo”, era successo ad esempio anche a WhatsApp acquisito da Facebook. Succede con Waze.
    Non è impossibile creare una startup di successo, basata su un idea vincente, molto più difficile nel lungo periodo mantenere un’identità. Colossi come Amazon, Google, Facebook nel medio termine accorpano la concorrenza, se caratterizzata da funzionalità “vincenti”. Il successo di un’applicazione software ne determina, implicitamente, la scomparsa.
    E’ probabile che nel corso di un decennio tutti i servizi social e real time più diffusi in rete avranno gli stessi “centri di gravità”.
  • Il secondo paradosso: Google svolge già compiti da navigatore, ci fa navigare le infinite informazioni disponibili in rete. Tramite il mono campo, proponendoci a seguito di ogni ricerca la lista risultati, la SERP.
    Ci affidiamo completamente a Google, attenzioniamo le prime occorrenze della lista risultati, il cui posizionamento è deciso da Google tramite complessi algoritmi. Milioni di occorrenze, una sola lista risultati, decisa da Google.

Le tre nuove opzioni di Google Maps, ipotizzate dai media,  Crash, Speed Trap, Slowdown, cambieranno definitamente la nostra percezione del viaggio:  sceglieremo la destinazione ma non il percorso. Come con la lista risultati di Google saremo solo parzialmente arbitri delle nostre scelte, fortemente consigliati e indirizzati.
Ciò avrà effetto sulla nostra percezione dei luoghi, come e quando muoverci, quanto  tempo trascorrere in quel determinato posto, dove andare a dormire, a mangiare o a divertirci. Probabilmente un utilizzo massivo di Google Maps “real time” attenuerà in parte il traffico nelle grandi città. Tutto ciò ci renderà più veloci, più smart e, allo stesso tempo, meno consapevoli. Più dipendenti da Google.

Ancora una volta un software automatico, sociale, interattivo, basato sulla rete, diventa ispiratore e guida. Ancora una volta, progressivamente, sostituiamo un nostro compito quotidiano con uno strumento tecnologico connesso “real time”.

Google guida le nostre ricerche in rete e, tramite Waze oggi e probabilmente tramite Google Maps domani, guiderà ogni nostro spostamento.

Questo finché le auto, connesse in rete, non si guideranno completamente da sole.
E  c’è ancora chi pensa che fra qualche anno potrà decidere se e quando utilizzare Internet.

Mondoduepuntozero.

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