Torcicollo da Smartphone

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Quest’articolo prende spunto dall’analogo “Keep Your Head Up: ‘Text Neck’ Takes A Toll On The Spine“, che a sua volta fa riferimento ad un articolo del Washington Post ‘Text neck’ is becoming an ‘epidemic’ and could wreck your spine“.
Articoli non recentissimi, entrambi del novembre del 2014, ma estremamente attuali visto il torcicollo da smartphone che abbiamo quest’oggi.

In sostanza il dott. Kenneth Hansraj della National Library of Medicine segnala gli effetti estremamente negativi che gli smartphone e più in generale i dispositivi mobili hanno sulla nostra spina dorsale.

Torcicollo da smartphone

Lo studio effettuato dal dott. Hansraj, ben rappresentato dall’immagine prima proposta, evidenzia gli effetti della pessima postura conseguente all’uso dei telefoni cellulari di ultima generazione, gli smartphone.
Durante l’utilizzo il collo si piega in funzione del dispositivo, sino a raggiungere un angolo di 60 gradi, un movimento estremamente innaturale. L’Internauta non guarda avanti, concentrato sul mondo virtuale e non su quello reale indirizza il proprio sguardo verso il basso, sul dispositivo mobile.  Il carico sulla cervicale è proporzionale all’angolo raggiunto, può raggiungere le 60 libre, ovvero 27 chili e 215 grammi.
La posizione “di carico” sul collo viene mantenuta per intervalli anche piuttosto lunghi.

“É come portare sul collo un bambino di otto anni per diverse ore al giorno”.

La notizia in questi due anni ha girato il web, il dottor Hansraj è stato citato migliaia volte. Il suo allarme è diventato una sorta di tormentone in rete.  Il suo nome più citato di quello di rinomati cardiochirurghi.
Nello stesso periodo, due anni, il numero di utilizzatori di smartphone è aumentato a dismisura. Sono aumentate, molto, le ore al giorno in cui si utilizzano dispositivi mobili. Sono aumentate le situazioni in movimento in cui si usano i dispositivi, anche mentre si è affaccendati in altro.

Viceversa è scesa, di molto, l’età in cui viene acquistato-regalato il primo smartphone.

Parafrasando il dott. Hansraj non sono rari i casi in cui un bambino di otto anni porta sul collo un altro bambino di otto anni, seppur virtuale.
I suoi consigli, tenere alla giusta distanza il dispositivo mobile e fare degli esercizi, in sostanza movimenti e rotazioni del collo, sono da seguire con attenzione. Specie dopo l’uso prolungato di smartphone o tablet.
Il messaggio, come detto, è diventato virale. L’obiettivo, rendere consapevoli i cyberutenti, specie quelli più dipendenti dalla rete, specie i giovanissimi Millennials, è stato in parte raggiunto, proprio grazie alla rete.
Poco però ad oggi è cambiato in meglio, lo smartphone si è diffuso molto rapidamente, ciò non ha permesso un’evoluzione progressiva e consapevole delle sue modalità d’uso.
È necessario definire un percorso educativo finalizzato all’uso di questi dispositivi,   in casa da parte dei genitori, nelle scuole, nelle università, negli uffici, nelle autoscuole, … .

Ai consigli del dott. Hansraj aggiungiamo i nostri. Il più semplice e diretto è di utilizzare meno lo smartphone.  Dopodiché suggeriamo semplici regole: siate meno sedentari, fate lunghe camminate all’aperto, seguite con attenzione l’uso dei dispositivi mobili e della rete da parte dei vostri bambini-ragazzi, specie se pre adolescenti, evitate di portare sempre lo smartphone in tasca, evitate assolutamente di dormire vicino al cellulare.
Evitate che queste pessime abitudini siano fatte proprie dai vostri figli.
Verificate con quale frequenza i vostri figli accedono ad internet, la “FOMO Fear of missing out“, la paura di essere estromessi, in particolare dalle chiacchiere in rete, è un fenomeno che coinvolge migliaia di giovanissimi. Ha effetti sul sonno, sulla partecipazione alla vita reale e, come detto in questo articolo, ha effetti anche sulla postura.

Concludiamo, abbiamo cercato di essere brevi, perché è tempo di fare due passi , fare un po’ di stretching e muovere un pochino il nostro collo.

Mondoduepuntozero.

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