Toglietemi tutto ma non la mia Chat!

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Il cambiamento, avvenuto nell’ultimo lustro, nei meccanismi sociali che determinano trame relazionali, personali o di gruppo, va oltre ogni previsione, ogni oltre aspettativa. Ritengo che analisti, sociologi , esperti di marketing, non hanno ancora compreso appieno la portata di questo fenomeno.
Si tratta di un movimento quantitativamente unico, perchè globale, capillare, partecipativo, strutturato ed in grado di coinvolgere, già in questo decennio, buona parte degli abitanti di questo pianeta.
Un movimento anche qualitativamente unico in quanto ciascuno di noi ha la possibilità di interagire con un numero molto più ampio di soggetti, di creare nuove trame amicali, lavorative, funzionali ad interessi, il tutto in tempi rapidissimi.
L’utilizzo quotidiano, consueto, costante di dispositivi connessi ad internet fa da volano a tutto ciò. Sono sempre di più coloro che sono connessi ad internet.
Ora le chiacchiere da bar sul tempo che farà o su quel determinato film si ravvivano collegandosi al servizio di meteo online o ad una banca dati cinematografica come imdb.
Internet è sempre più presente nelle nostre giornate.
Vi invito, per meglio intuire il fenomeno di cui sto parlando, ad effettuare un piccolo interessante esercizio.
Scrivete su un foglio, meglio ancora se su un foglio Excel, le iniziali dei contatti presenti sul vostro telefonino che hanno la chat WhatsApp oramai diffusissima(da me descritta in uno dei precedenti articoli) aggiungete lo stato anagrafico e l’età di ogni persona. Dopodiché un paio di volte al giorno, per almeno una settimana, collegatevi a WhatsApp e controllate quando il vostro amico, parente, collega, moglie, marito, figlio, ecc …. ha effettuato l’ultimo contatto in chat.
WhatsApp vi fornisce infatti l’indicazione relativa all’ultimo contatto in chat effettuato, un’informazione a dir la verità un pò troppo personale…fa niente siamo in internet, procediamo….
Se riuscite vi consiglio un ulteriore piccolo sforzo, mettete la sveglia alle 5 del mattino e controllate l’ultimo contatto serale/notturno in chat dei vostri conoscenti.
La tabellina finale, in cui avete registrato contatti ed orari, vi permetterà di incrociare indicatori come età, situazione familiare, e frequenza nell’uso di internet. I risultati saranno interessantissimi.
Se ragioniamo per fasce di età ci accorgiamo che i “nativi digitali” cioè gli adolescenti,  si collegano decine di volte al giorno, spesso oltre a comunicare in chat in modalità “one to one” partecipano in modo attivo a numerosi gruppi, in questo modo hanno sempre qualcosa da dire e da ribattere, sono un po’ come quei campioni di scacchi che giocano in contemporanea più partite contro giocatori dilettanti. Non solo sono sempre connessi ma hanno una sorta di “dono dell’ubiquità“.
La cosa più stupefacente è l’orario dell’ultimo contatto che, nella grandissima maggioranza dei casi, corrisponde all’ultimo istante prima di dormire, possiamo dire che internet ha sostituito il nostro orsacchiotto? Speriamo solo che il telefono cellulare sia ben posizionato, prima di dormire, in un’altra stanza in modo da evitare radiazioni probabilmente dannose per la salute.
Se raggiungiamo la seconda fascia di età scopriamo che l’utilizzo è ancora molto intenso, in realtà se approfondiamo meglio e lo stato personale ad incidere sulla quantità di accessi in chat, i single, siano essi trentenni o quarantenni, sono sempre connessi, almeno ogni ora interagiscono tramite la chat.
Viceversa i soggetti sposati, a maggior ragione se con prole, si collegano al massimo due volte al giorno, in media una volta ogni uno o due giorni. Ritengo molto interessante il fatto che molti di loro, seppure con intervalli molto ampi, usano con regolarità la chat, verificano se ci sono messaggi o foto sempre allo stesso orario, ad esempio dopo il pranzo o la cena.
Il quadro relativo ai “meno giovani” è invece molto vario, ci sono over 60 che usano frequentemente la chat (ed in genere anche Facebook), molti altri che accedono in chat solo a seguito di un particolare evento, ad esempio un parente che per telefono avvisa di avere inviato delle foto, altri ancora che la chat non sanno neanche cos’è.
Il rapporto tra utenti e chat (o social network) è molto vario, difficile da classificare. Resta però il dato rilevante che un numero crescente di utenti, specie gli “Under 30”, meglio ancora se single, si collegano svariate decine di volte nell’arco della giornata.
L’intervallo tra un collegamento ed un altro varia tra i 15 ed i 40 minuti e somiglia in modo impressionante alla cadenza tipica dei tabagisti nell’accedere la sigaretta, tabagisti in uno stadio di dipendenza piuttosto avanzata. Stiamo parlando di una nuova forma di dipendenza?
Ritengo che, almeno oggi, non sia il caso di drammatizzare.
Possiamo e dobbiamo però affermare un assioma: Tutti noi siamo sempre più connessi. Possiamo parlare con più persone, possiamo intraprendere relazioni con persone molto distanti o con persone che non conosciamo, possiamo partecipare a dibattiti di gruppo, possiamo collaborare, commentare, disprezzare, suggerire. È tutto questo quando ci svegliamo, in metropolitana (se c’è campo!!) , durante la pausa caffè a lavoro, a pranzo, tra un cliente e l’altro al banco del negozio, in pratica ogni volta che lo vogliamo.
Non credo che la realtà virtuale soppianterà il mondo reale, è evidente però che il cyberspazio sta progressivamente invadendo le nostre giornate determinando nuove consuetudini, riti quotidiani che ripetiamo ossessivamente (e con maggiore frequenza).
Come ho detto nella premessa viviamo anni di grandi cambiamenti economici e sociali, la rete è parte di questo grande cambiamento, l’era moderna o postmoderna è finita, ora siamo tutti nella rete, ed è probabilmente lì che vogliamo stare.
Mondoduepuntozero
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