Quando la tablet SOSTITUIRA’ il sussidiario: studenti multitasking

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sussidiario
Viviamo un epoca di grandi cambiamenti, la nostra struttura sociale è sottoposta, in questo ventunesimo secolo, repentinamente e ripetutamente, a forti scossoni che stanno determinando, anche nel breve periodo, notevoli trasformazioni.
Da un certo punto di vista la nostra società, e quindi i modelli sociali che la regolano, è subordinata, come il nostro pianeta, ad una sorta di “deriva dei continenti“, che sappiamo può essere improvvisamente e traumaticamente accelerata dal movimento simile a quello delle “placche tettoniche“.
Gli strumenti a nostra disposizione, in continua trasformazione, sono i co-protagonisti del cambiamento, variano la nostra ricettività, la capacità di relazionarci, il livello di attenzione, la nostra sensibilità nel percepire le cose che accadono.
Intendiamoci non sempre l’arrivo di un nuovo strumento determina un cambiamento nelle nostre abitudini.
È facile però, se facciamo un veloce passo indietro, identificare alcuni dispositivi che hanno recentemente modificato la nostra capacità percettiva influendo, nel breve o nel medio termine, nel nostro quotidiano.
Il primo dei dispositivi è il telecomando, chi come me ha avuto la fortuna (o la sfortuna?) di vivere l’epoca del tv in bianco e nero privo di telecomando ricorda quella fase di ipnosi collettiva in cui tutta la famiglia si riuniva attorno al televisore per vedere l’unico programma disponibile. Il telecomando ha aiutato la proliferazione delle tv private prima e della televisione “trash” poi, ma ci ha soprattutto resi molto più veloci, reattivi, insensibili, frenetici, nel rapporto con la televisione, strumento che da oltre una metà di secolo condiziona le nostre serate ed i nostri consumi.
Circa un decennio dopo si sono diffusi i joystick, strumenti che permettono, tramite l’uso sincrono di una o di entrambe le mani, di interagire con i videogames.
Anche in questo caso la combinazione device, il joystick, immagine su video, il videogioco, hanno concorso insieme nel creare un pubblico particolarmente reattivo, in grado di ragionare in maniera non sequenziale, di interagire con pericoli e dinamiche virtuali del tutto imprevisti.
Quasi in contemporanea si diffonde il “mouse“, strumento che ci permette, tramite un personal computer, un ulteriore passo in termini di interazione: selezionare, copiare ed incollare, scrollare, …. Anche in questo caso l’interazione si basa sulla combinazione device esterno + video.
Oggi, un paio di decenni dopo, si sono diffusi dispositivi di tipo touch che ci permettono di selezionare, interagire, sfogliare utilizzando semplicemente la punta delle nostre dita.
Il solco tra coloro che hanno (e non hanno) usato e usano quotidianamente strumenti di questo tipo ha determinato il “digital divide“, un diverso livello di interattività, percezione visiva, sensibilità nei confronti degli strumenti tecnologici.
Ritengo che questo digital divide è destinato a crescere ulteriormente nel prossimo decennio. Il prossimo passo epocale, il movimento delle “placche”, sarà la diffusione nella scuola primaria di dispositivi elettronici, probabilmente tablet, forse e-reader, in sostituzione dei testi scolastici.
Forse non tutti sanno che già nella Circolare n.18 Prot.703 del 2012 il Miur afferma:
…una novità di assoluto rilievo, in quanto, come è noto, i libri di testo devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet. Pertanto, per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei.”
Si tratta del primo passo verso la definitiva adozione del libro elettronico al posto del libro di testo cartaceo. Questa apparentemente semplice e funzionale scelta, già decantata in più di un programma pre-elettorale, determinerà entro qualche anno una fortissima accelerazione nelle modalità d’uso, di diffusione e di accesso all’informazione digitale.
La nuova generazione di studenti nativi digitali, abituata a leggere e studiare tramite i nuovi devices, abbandonerà completamente la carta e la penna.
Dal punto di vista pratico la carta rappresenta oggi uno strumento veramente obsoleto, non in linea con i tempi, ingombrante, facilmente deperibile, non modificabile, pesante da trasportare. Inoltre ogni libro rappresenta un “sistema chiuso” non in relazione con altre entità o oggetti, e che, ricordiamoci, ha anche un notevole impatto ambientale.
Dal punto di vista dell’uso il confronto tra aspetti negativi e positivi risulta sicuramente più complesso. Come già accaduto con la televisione la maggiore velocità insita nel dispositivo determinerà un aumento dell’interazione con un possibile minore livello di attenzione e di memorizzazione  del ricordo. Anche la pazienza del lettore potrà subire variazioni, così come l’interesse verso libri con molte pagine e/o racconti in più volumi. L’assenza di contenuti multimediali e la struttura puramente sequenziale del racconto “di origine cartacea” renderanno meno appetibile, nei prossimi decenni, questo tipo di letteratura.
Guardando agli aspetti positivi la quantità di contenuti a nostra disposizione, la  possibilità di disporre di note bibliografiche interattive immediatamente raggiungibili, la presenza di rimandi ipertestuali ad altri riferimenti (video, interviste con l’autore, links, wiki, opinioni di altri lettori sul testo, critiche letterarie, esercizi sul testo,…) renderà il lettore più disponibile al confronto, capace di attingere da altre fonti anche durante la lettura. Una forma di lettura sicuramente più schizofrenica ma anche più aperta, malleabile, meno sequenziale, non vincolata al solo testo quindi, come dire, poliedrica.
La nostra memoria sarà quindi probabilmente più snella, in quanto sorretta dai nostri devices “sempre in tasca”, ma più strutturata, più reticolare, con un maggiore numero di connessioni relativamente a quanto letto è studiato. Ricorderemo più cose, probabilmente in modo più semplice.
Questa considerazione fa il paio con quanto già ipotizzato nell’articolo “Dalla Sociometria di Moreno alla Social Network Analysis: Analizziamoci!” dove affermo che la trama relazionale sarà sicuramente più fitta, avremo molti più amici, ma le relazioni saranno, probabilmente, più veloci, più virtuali, più temporanee, questo sia per le modalità di interazione sia per la quantità di contatti a nostra disposizione.
Aumenterà inoltre la nostra capacità di compiere più azioni allo stesso tempo, in rapida e non obbligatoriamente sequenziale successione, detta “multitasking“.
Capacità tutt’altro che nuova, basata sui nostri sensi e sulla nostra velocità di pensiero, in passato spesso garante della nostra sopravvivenza. Per avere qualche esempio di multitasking non è necessario parlare di nuove tecnologie, basta pensare ad una mamma che bada in contemporanea i suoi numerosi bambini o un capo chef che controlla in contemporanea l’evoluzione della cottura di numerosi piatti.
Di certo questo processo, irreversibile, multimediale, ipertestuale e multitasking, è già iniziato, l’attuale generazione di nativi digitali usa di rado la penna, riesce, computer alla mano, a fare più cose in rapida sequenza, subisce senza trami continue interruzioni.
La prossima generazione di nativi completamente digitali non saprà usare la penna ne più ne meno come noi abbiamo dimenticato come si accende un fuoco utilizzando due ramoscelli.
Ancora una volta quando nella storia dell’uomo entra un elemento rivoluzionario si perde qualcosa ma si aggiunge qualcos’altro, anche in questo caso la società verso cui si procede è più veloce della precedente, meno riflessiva, più ricca di alternative.
Si prospetta una nuova generazione di nativi completamente digitali, uomini e donne che impareranno a studiare con tablet e e-reader, le cui dinamiche di interazione, aggregazione, scrittura, lettura e condivisione saranno inedite, sempre più mediate dai nuovi strumenti tecnologici e multimediali.
Sarà un po’ come guardare da un binocolo, la vista arriverà molto più lontano ma si perderanno alcuni aspetti tangibili, d’insieme, visibili solo ad occhio nudo.
Impossibile oggi predire in modo puntuale le nuove dinamiche d’uso conseguenti a questi cambiamenti, di certo la diffusione del materiale digitale e la scomparsa del cartaceo avrà effetti benefici sul nostro pianeta, limitando la deforestazione.
Mondoduepuntozero.
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