Sparlare della TV? Facciamolo su Twitter

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Internet è l’unico vero antagonista della televisione. A dire il vero internet non è un media, come la TV, è una vera e propria dimensione,  virtuale, dotata di una sua struttura sociale, emozionale, tramite cui è possibile partecipare e non solo osservare, aperta al contributo di tutti.
La rete è di i fatto antagonista non solo della TV ma anche del mondo reale.
Torniamo alla TV. È evidente come la televisione, specie quella generalista, ha subito negli ultimi decenni un’involuzione, o forse si è semplicemente fermata, si è ancorata a vecchi clichè. Talk show, reality, giochi a premi non fanno che proporre e riprorre gli stessi schemi, le stesse dinamiche, gli stessi scenari, gli stessi protagonisti. Non è un caso che lo spettatore fidelizzato è tutt’altro che giovane, assuefatto da decenni alle stesse dinamiche comunicative,  passivo, silente anche a fronte delle decine di spot pubblicitari che interrompono continuamente la fruizione e allungano a dismisura i tempi televisivi.
Una parte dei telespettatori ha trovato nuove vie, ha imparato ad usare internet in combinazione con la TV (diventata smartTV), è in grado di scegliere cosa vedere e quanto tempo passare davanti alla TV. L’on- demand disponibile su piattaforma Sky, le numerose piattaforme disponibili in rete per lo scarico o lo streaming di film e serie televisive, come Netflix, forniscono la possibilità al telespettatore “informato e informatizzato” di abbandonare i vecchi programmi e la modalità passiva di fruizione e  scegliere cosa vedere e quando vederlo.
Ma internet, in quanto universo parallelo, rappresenta anche una grandissima opportunità per la televisione, a cui fornisce un’ancora di salvataggio.
Non vi piace il festival di Sanremo? Non vi piace guardare passivamente la TV? Siete giovani ed iperattivi e preferite la rete? Non riuscite a stare  lontani dalla tastiera del vostro smartphone? Non vi piace stare immobili durante le lunghe pause pubblicitarie? Bene, allora guardate Sanremo e condividete, tramite Twitter, con altri milioni di cybertelespettatori la vostra opinione. È sufficiente inserire i vostri commenti in tweet di massimo 140 caratteri ed aggiungere l’hashtag opportuno, ad esempio #Sanremo o #Sanremo2016 per dire la vostra.
Ovviamente, sempre tramite Twitter, potete leggere i commenti di tutti gli altri, in sequenza, commenti accumunati dall’uso dello stesso hashtag/termine e dire di nuovo la vostra.
Il Festival di Sanremo ha avuto, nel 2016, ben 2,8 milioni di tweet, commenti che hanno infiammato il dibattito, alimentato interesse, +12% rispetto all’anno precedente..
Ancora più interessante il dato anagrafico, il 60% dei contatti da Twitter ha meno di 34 anni, in pratica il pubblico di Twitter è in maggioranza composto da persone che non guardano, di solito, la TV, così come solo una sparuta minoranza degli  affezionati spettatori televisivi della RAI, i  “meno giovani”, sanno usare internet.
Questo fenomeno, quest’ alternanza generazionale, questi “due tipi di pubblico“,  con internet che alimenta l’interesse dei più giovani verso la TV non ci sorprende, non è nuovo. La trasmissione Xfactor, nella sua nona  edizione, nel 2015, ha ricevuto oltre due milioni e mezzo di tweet (fonte Nielsen Social), oltre 400.000 solo nella serata finale.
Non sappiamo ad oggi, quale sarà il futuro di Twitter, le statistiche (fonte statista) indicano che il numero di utenti attivi mensilmente è in leggero calo, l’utilizzo di questo social network non è intuitivo, ma è evidente l’enorme potenziale che  la semplicità insita in un tweet, combinata con l’uso di hashtag, parole comuni e condivise, può scatenare nel grande pubblico di fronte ad una kermesse nazionalpopolare.

Social Network Twitter + Kermesse Televisiva = grande partecipazione popolare.

Hai visto che vestito!!! E che scarpe! Non mi è piaciuta perchè. Bravissimo!! …Non sono d’accordo con la giuria…Sembra mio nonno!!

Twitter risolve il limite più evidente della TV, l’impossibilità di partecipare, aggrega gli spettatori per affinità ed interesse, apre il dibattito, coinvolge.
La TV fornisce lo scenario, gli inputs, i social i co-protagonisti.

Twitter, a fronte di una kermesse come Sanremo,  si propone come strumento sociale, è un bar, un osteria virtuale, è il muretto, un posto dove dire la propria opinione, dove sparlare, criticare ferocemente, usare il sarcasmo e l’ironia.

La tecnologia, paradossalmente, ci riporta indietro nel tempo, negli anni 50 di “Lascia o raddoppia?” in cui parte del divertimento era nel guardare tutti assieme un piccolo schermo  TV in bianco e nero in un bar, commentare insieme, farsi quattro risate in compagnia.
Twitter permette di giudicare il programma TV, lo rende più interessante, riempie gli spazi vuoti ed i tempi pubblicitari, aumenta il ritmo, stimola lo spirito critico (e il dileggio), crea nuove aggregazioni, nuovi gruppi sociali che, per qualche minuto o qualche ora, condividono lo stesso argomento.
Volete sparlare della TV? Fatelo su Twitter.

Un esempio di come sta cambiando il nostro linguaggio tramite Twitter? Segnaliamo un bellissimo evento, la seconda edizione del concorso letterario “Poetwitter”  organizzato dalla biblioteca comunale “Renato Fucini” di Empoli (@biblioempoli), in collaborazione con il Comitato organizzatore del Premio Pozzale Luigi Russo.
È veramente possibile raccontare i propri sentimenti, le proprie emozioni in 140 caratteri? Nel nuovo Mondo 2.0 sembra proprio di si.

@Mondo2puntozero (seguiteci su Twitter!!!)

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