Social shopping & Purchase on

Share Button

see_check5In questo articolo analizzeremo due modalità di acquisto on-line, apparentemente agli antipodi, che si stanno diffondendo in rete.
La prima si basa sulla rapidità, sull’immediatezza della proposta commerciale.
In questo primo caso il cyberutente cerca qualcosa in rete, visualizza l’immagine, le principali caratteristiche e, conseguentemente,  tramite un solo click, effettua immediatamente l’acquisto.
Google, che studia con estrema attenzione  il comportamento degli utenti su scala globale, ha percepito l’importante possibilità di proporre già nella lista risultati esito di ricerca alcuni importanti dettagli dell’articolo che si cerca  e, grande novità, un pulsante che permette immediatamente l’acquisto.  Questa modalità di acquisto immediato direttamente dalla lista risultati è in fase di sperimentazione con il nome di “Purchase on Google“.
Dal punto di vista antropologico la possiamo considerare come un’inevitabile conseguenza di strumenti e modus operandi possibili ad oggi  in rete; L’utilizzo sempre più frequente della rete da parte di tutti, la disponibilità “alla mano” di smartphone caratterizzati da schermi con ottima risoluzione  e collegamenti alla rete a basso costo, la cieca fiducia nella lista risultati proposta dai motori di ricerca, l’utilizzo compulsivo degli strumenti social, ecc… Tutti elementi che connotano molti  cyberutenti, moderni, veloci, ricettivi, impulsivi, istantanei, smart.
Il principio è semplice, cerco, vedo e seleziono, tutto con un semplice click.
Il “Buy-on-click” è molto di più di una tendenza temporanea, è una forma radicata e globale d’uso a cui tutti , anche le istituzioni, devono fare fronte, è l’azzeramento delle barriere che separano la prima percezione dall’acquisto vero e proprio, è l’affermazione dello strumento smart, phone o tablet, dell’azione sul pensiero, della proposta sulla ricerca.
Google, che sa benissimo che la maggior parte dei suoi utenti scelgono i primi tre risultati proposti dalla sua lista (vedi nostro precedente articolo), prova a catalizzare quest’impulsività  in modo da  indirizzarla  verso l’acquisto immediato.

coupons
Se non siete tipi da acquisto con un solo click, ma amate il confronto, la riflessione, la ricerca dell’offerta promozionale, allora fa per voi la seconda modalità d’acquisto descritta in questo articolo, detta “social shopping“.
Il “social shopping” si basa su “meccanismi circolari” che caratterizzano gli strumenti social ed i portali di nuova generazione,  gruppi e strumenti social che condividono le ultime novità in termini di offerte e promozioni o che prediligono lo scambio di coupon di sconto. Spesso sono le stesse aziende a creare situazioni promozionali che coinvolgono e fidelizzano questa particolare tipologia di clienti.
Non solo gruppi social ma anche veri e proprio portali, come gli italianissimi Grupon e Tippest, o Let’s bonus , in cui tutto è in offerta, promozione, supersconto, in cui la condizione eccezionale diventa  normalità e certezza.
In questo caso la velocità e la trama della rete non si trasformano in impulsività ma in possibilità di confronto, nella ricerca spasmodica del risparmio.
L’utente che fa “social shopping” è disponibile ad investire il suo tempo nella ricerca di un ottima offerta, anche se forse non fa al caso suo, è propenso a condividerla in rete, ad alimentare la sua popolarità e attendibilità come “shopper sociale”, crede nella trama amicale e nelle relazioni con altri “shopper” di cui segue le recensioni e le indicazioni,  è attento allo scambio, ed è, anche, consapevole che la forsennata  ricerca del prezzo più basso può anche portare a non effettuare l’acquisto migliore o il più necessario.
Purchase on” e “Social shopping” altro non sono che due facce della stessa medaglia, la rete fornisce infinite (o quasi) possibilità relazionali e infinite (o quasi) alternative, ciascuno di noi reagisce a questo caos cercando di creare un proprio percorso, c’è chi per impulso, abitudine o per pigrizia cerca sempre la strada più breve, chi invece sfrutta tutte le possibili alternative nella ricerca del gratuito o del prezzo più basso.
Di fronte a comportamenti così estremi, che ribadiamo non sono “di nicchia”, ma effettuati dalla maggioranza dei cyberutenti e su scala globale, è importante che alcuni agenti sociali svolgano un ruolo da protagonista.
Le istituzioni devono seguire l’acquirente che, in rete, deve avere doveri e diritti pari a quelli presenti nel “mondo reale”.
La famiglia, prima tra tutti gli agenti sociali, deve seguire il percorso di ricerca, selezione ed acquisto in rete,  specie dei più giovani, dei nativi digitali.
La scuola,  agente altrettanto importante,  deve spiegare, già a partire dalla scuola primaria, come utilizzare internet e come “affrontare l’informazione”, ma questa è un altra storia che approfondiremo in uno dei prossimi articoli.

Mondoduepuntozero

In tema con il nostro articolo consigliamo la lettura della guida dell’Adiconsum “E-commerce e Social shopping“.


English
This article is available in English.

Share Button