Smartphone piu’ utilizzati dei personal computer

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La recentissima notizia Ansa “Traffico Internet ‘mobile’ supera quello da Pc, prima volta” ci fornisce spunto per quest’articolo.
La notizia di per sé non ci sorprende, né noi né i nostri attenti lettori. In pochi anni i nostri telefoni sono diventati piccoli computer, collegati in rete tra di loro, e noi degli abili e compulsivi utilizzatori.
Il Sito internet live stats indica in oltre sette milioni gli smartphone venduti giornalmente. Un rapporto 1 a 10 con la vendita dei persona computer. A questi numeri vanno aggiunte le vendite di tablet, e-reader e dei dispositivi “convertibili 2 in 1“.
Il trend di vendita dei dispositivi mobili è in linea con la crescente quantità di tempo che ognuno di noi dedica alla rete “in movimento”, spesso inframmezzando attività giornaliere oppure durante le attese e gli spostamenti.
Statista ci fornisce un ulteriore conferma, il numero degli smartphone il cui lo schermo ha dimensioni uguali o superiori a cinque pollici è in fortissima crescita, in pochi anni si è passati da 25 milioni a 146 milioni di “grandi dispositivi”.

Il telefono diventa computer, perde la sua principale dote, l’agilità, sacrificata a fronte della possibilità di fruire sempre più di servizi, contenuti descrittivi e multimediali, in rete.

Lo smartphone non entra nella tasca? poco importa, l’importante è collegarsi ad internet.

Che effetti avrà in futuro, sulle nostre abitudini questo nuovo strumento? 

Determinerà cambiamenti sociali e culturali significativi. L’informazione, la notizia, Il racconto, dovranno adeguarsi al dispositivo mobile.
Il processo di semplificazione del linguaggio e dei testi già in atto tramite gli SMS, accelerato da strumenti come WhatsApp, raggiungerà livelli oggi impensabili.

Più comunichiamo tramite smartphone più diventiamo sintetici, stringati, immediati. Non a causa delle dimensioni del dispositivo, piuttosto a causa dell’utilizzo in movimento.
Un vocabolario 2.0 caratterizzato da faccine ed emoticons, da nuove forme di comunicazione: frasi brevi, abbreviazioni, sigle, hashtag.
Un  “processo di semplificazione grammaticale” di tipo globale, originato dal web e dai nostri ritmi di vita. Semplificazione che coinvolgerà progressivamente  anche gli spazi pubblici virtuali, come ad esempio i Siti web  di enti, istituzioni, partiti  politici, associazioni, scuole, …
Un ulteriore effetto, conseguente all’uso di questa nuova generazione di dispositivi, è la condivisione di contributi multimediali: immagini, video, audio. Ancora una volta sono i contenuti pronti all’uso, immediati, attuali a fare la differenza.

E la lettura su dispositivo digitale? 

Molte volte in questo blog, anche di recente, abbiamo spiegato perché la rete, in particolare i motori di ricerca, stanno cambiando il nostro modo di percepire l’informazione. Gli smartphone non fanno che accelerare tale processo.
Perché scorrere l’intera lista risultati di Google su un video di medie dimensioni quando posso subito selezionare una delle prime occorrenze? La selezione di contenuti esito di una ricerca è in parte condizionata dalle dimensioni del dispositivo, in parte dal tipo di collegamento alla rete, in parte dal tempo a nostra disposizione e dalla nostra impazienza, in parte dalla presenza di annunci pubblicitari. Di rado la  selezione segue la nostra effettiva necessità.

Sempre statista ci dice che in Germania il numero di lettori di eBook tramite dispositivi elettronici sono raddoppiati in due anni, dal 2012 al 2014. Leggere su dispositivo mobile è tutt’altro che semplice, sia le notizie in un Sito web, sia un eBook. Il lettore ha una diversa percezione del testo e tende, come spiegato in un nostro recente articolo, a saltellare durante la lettura, fare hopping. Nonostante ciò la lettura digitale, specie da parte degli “smart commuters“, i pendolari dotati di dispositivo mobile collegato alla rete, è molto più che una tendenza, sta diventando una radicata abitudine.
Usiamo lo smartphone in modo molto diverso dal PC,  per controllare eventi e situazioni in tempo reale, come ad esempio il meteo, il traffico, come raggiungere una luogo, giudizi sul ristorante in cui stiamo per entrare, informazioni sul museo di cui abbiamo progettato la visita, recensioni ed offerte relative ad un oggetto che stiamo per acquistare. Questo tipo di condotta, che anticipa di qualche istante l’azione che stiamo per compiere nel mondo reale, testimonia ancora di più la simbiosi tra dispositivo mobile e persona, tra mondo reale e mondo virtuale.

Nel prossimo decennio l’utilizzo sempre più frequente e frenetico degli smartphone aumenterà ulteriormente il digital divide tra gli utilizzatori di internet e i “non utilizzatori”. La percentuale di persone che, nel 2026, non avrà e non saprà usare uno smartphone, sarà minima, probabilmente al di sotto del 10%. Molte di queste persone si troveranno ai margini del contesto sociale, al di fuori delle dinamiche lavorative e relazionali.
Lo diciamo sottovoce sperando che nessuno si offenda, il “non utilizzatore di smartphone” è destinato, entro il ventunesimo secolo, alla totale estinzione.

Un’ultima considerazione, forse non ci avete mai fatto caso, ma il termine “smartphone” non ha un corrispettivo diretto nella lingua italiana, ciò conferma l’ampiezza, la velocità e la forza del cambiamento qui descritto.

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