Slow Reading: Leggere con lentezza

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Veloci, sempre più veloci. Andiamo sempre più veloci.
Durante la nostra giornata, da quando si sono diffusi i dispositivi smart, telefoni e tablet, non facciamo che ricevere nuovi stimoli: testi, video, immagini, brevi file audio, email, emoticons, … . Ci arriva di tutto.
La posta elettronica, Facebook, Twitter e, soprattutto, WhatsApp, ci hanno reso sempre reperibili, pronti al confronto, iper-ricettivi, forse ingiustificatamente disponibili.
Aumentano, mese dopo mese, i nostri follower: aggiungiamo un vicino, un collega, un amico di vecchia data. Aumentano di conseguenza sia il numero di messaggi ricevuti sia quelli inviati da ciascuno di noi.
Una vera e propria babele virtuale.
Alcuni di noi, non pochi, stanno sempre più riducendo l’intervallo di accesso ad internet, sempre più spesso sentono la necessita di verificare se ci sono delle novità nei propri spazi social o nella propria email. Nel nostro precedente articolo abbiamo citato il fenomeno denominato FOMOFear of missing out”, ovvero paura di essere tagliati fuori, di non esserci. Paura che, quando applicata alla rete, costringe l’internauta a collegarsi sempre più frequentemente.
Una maggiore presenza virtuale implica, inevitabilmente, una minore presenza, percezione e disponibilità nel mondo reale.
In realtà, dal punto di vista motorio, mentre riceviamo centinaia di stimoli virtuali, siamo fermi, immobili. Il nostro metabolismo è inattivo, silente, quasi tutti i nostri muscoli sono inutilizzati. Siamo come Keanu Reeves in Matrix che, prima di essere liberato, viveva, immobile, in un bozzolo elettronico, una “normale” vita virtuale.
Un possibile antidoto a questa crescente accellerazione/virtualizzazione delle nostre vite c è, lo fornisce David Mikics: lo ” Slow Reading” ovvero ” Leggere lentamente“.
Il principio ci è familiare, riprende tendenze di successo come lo “Slow Food” o il “Movimento per la decrescita felice”, correnti basate sul voler restituire al singolo individuo spazi, sapori e sensazioni originali, primarie.
Ma cos’è lo Slow Reading?
Innanzitutto lo Slow Reading non è “contro” internet, ne tantomeno è una forma nostalgica di valorizzazione del libro cartaceo a discapito del libro digitale.
Lo Slow Reading è una modalità di lettura che non riguarda solo la rete, gli eBook e piú in generale il materiale digitale. È un modo di porsi di fronte all’informazione, al contenuto.
David Mikics suggerisce di seguire il “ritmo del libro”, di fermarci a riflettere su quanto stiamo leggendo, di cercare piccoli dettagli nel testo, di “dialogare” con l’autore ad esempio aggiungendo note ai margini del testo, di leggere senza fretta, di affrontare con pazienza anche i grandi romanzi.

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A David Mikics fa eco Thomas Newkirk che nel suo libro “The Art of Slow Reading: Six Time-Honored Practices for Engagement” traccia un quadro estremamente analitico del nostro modo di leggere, analizzando in particolare le modalità di lettura e l’approccio multitasking dei “nostri” studenti.
Troviamo particolarmente affascinante due suoi  concetti:

  • Clock in the mind“, in pratica ciascuno di noi ha il suo “orologio interno”, ciascuno di noi necessita dei giusti tempi per ottenere una giusta e completa comprensione di ciò che legge
  • Culture of distraction“, l’eccesso di informazioni ha trasformato il nostro modo di leggere, ora “saltelliamo” (hopping) da una risorsa ad un altra.

Thomas Newkirk  afferma che è necessario ristabilire il legame tra il libro che si sta leggendo e le parole che lo compongono.

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È evidente, aggiungiamo noi, che il nostro stile di vita ha pesantemente influenzato il nostro modo di leggere e di riflettere. La TV, gli SMS, le chat, gli instant messenger, i blog hanno innescato un processo di sintesi del nostro linguaggio, di proliferazione di input visivi. I motori di ricerca ci hanno abituato a muoverci tra milioni di occorrenze determinando, in molti di noi, una sorta di assuefazione verso il sovraccarico di informazione che, di fatto, subiamo. Con la conseguenza che la scelta, spesso, viene ridotta ai soli primi tre risultati in elenco.
Il processo di virtualizzazione delle nostre vite è solo agli inizi ed è irreversibile, non ci sono alternative o dualismi, il percorso è già chiaro, il libro cartaceo probabilmente già nella prima metà di questo secolo verrà sostituito dal libro digitale, la scrittura manuale seguirà analoga sorte, nello stesso arco di tempo la percentuale di persone che non utilizzeranno internet quotidianamente sarà vicina allo zero, parimenti la percentuale di persone che lavoreranno da casa, tramite la rete, supererà il 30%.
In queste condizioni, visto il mutare del nostro habitat, è necessario imparare a filtrare gli stimoli che provengono dalla rete, a leggere lentamente, ad analizzare con pazienza una lista risultati fornita da Google per cercare ciò che effettivamente ci interessa, è necessario imparare a leggere nei Siti e nei Portali ignorando immagini pubblicitarie, banner, offerte speciali e casuali proposte d’amicizia.
È necessario trovare un punto di equilibrio tra il nostro pensiero, il tempo a nostra disposizione e le informazioni che ci vengono proposte.
Il racconto, il romanzo, se letto con il giusto passo, con la giusta attenzione può fungere da antidoto, stimolare la nostra capacità di pensiero e di critica, allenare la nostra mente.
Non è necessario pensare e leggere velocemente, è necessario pensare e leggere.
Ancora una volta in questo blog cerchiamo di superare i falsi dualismi tra reale e virtuale, tra tecnologia e cultura, tra analogico e digitale, a favore di una totale consapevolezza che solo il pensiero, la ragione, possono guidarci durante questo epocale irreversibile cambiamento.

Chiudiamo citando David Mikics :

‘I can’t promise you that slow reading will help you become a better person, to make more money, or to find true love. But in a subtle way, you will be transformed, and your life will become more interesting as a result… slow reading changes your mind the way exercise changes your body:  a whole new world will open; you will feel and act differently’.

Mondoduepuntozero.

Il testo “Slow Reading”  di David Mikics.

il testo  “The Art of Slow Reading: Six Time-Honored Practices for Engagement” di Thomas Newkirk.

Slow Reading manifesto, il contributo “italiano” sull’argomento:  http://www.slowreading.org/?lang=it

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