Ruzzle: un gioco “Social” di grande successo

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Analizziamo in questo articolo un altro grande successo presente in rete.
Si tratta del gioco “Ruzzle“. Iniziamo con il precisare che Ruzzle è un gioco, dal punto di vista dell’interazione (dell’uso), molto semplice, orientato verso tutti e non solo verso gli  esperti-appassionati di video giochi.
Il gioco si basa su poche semplici regole sostenute dalla nostra capacità lessicale, bisogna trovare il maggiore numero di parole all’interno di una griglia di lettere entro due minuti.
Pur trattandosi di un gioco semplice, basato sulle reattività e sulla velocità, per giocare è necessario pensare, le combinazioni di caratteri proposte sono infatti sempre diverse.
Un altro importante elemento, che differenzia questo gioco dai “normali video games”, se di normalità si può parlare visto l’infinito ventaglio di videogiochi disponibili, è la possibilità di giocare in rete con altre persone, sconosciute oppure, udite udite, con i vostri amici, contatti, followers, presenti sui Social Network.
Lo slogan proposto la dice lunga su questo gioco, vera e propria combinazione di reattività, acume e socialità: “Challenge your friends in the fastest word game on the planet!“.
Questo gioco, antropologicamente parlando, è l’erede del Monopoli, del Risiko e ancora di più dello Scarabeo o del Paroliere, tutti giochi in cui velocità d’azione e di pensiero si combinavano con la voglia di stare in compagnia, di confrontarsi, di partecipare, di prendersi in giro.
Il gioco diventa momento di aggregazione all’ennesima potenza visto che, a differenza dei suoi predecessori “giochi da tavolo”, Ruzzle è disponibile anche su smartphone e su tablet, quindi è di fatto sempre disponibile.
A rafforzare ulteriormente la competizione e fidelizzare gli utenti, la possibilità, tramite una chat, di parlare e sparlare delle imprese compiute.
Ruzzle è quindi diretta espressione, vincente e globale, del web sociale e partecipativo. Un videogioco semplice, per tutti, da condividere con gli amici o con perfetti sconosciuti (nel web tra queste due categorie non c’è poi così grande differenza), ubiquo ovvero sempre disponibile, imprevedibile in quanto propone combinazioni sempre diverse.
Dal punto di vista didattico e sociale è difficile esprimere un parere positivo o negativo, soprattutto riguardo i più giovani ovvero i “grandi utilizzatori”.
Non so se un gioco come Ruzzle possa incidere positivamente, stimolare i processi cognitivi a mò di Settimana Enigmistica, permettere l’apprendimento di vocaboli non consueti come avveniva con lo Scarabeo o, a lungo termine, migliorare addirittura il proprio lessico.
Di certo questo tipo di giochi sono pensati ed orientati verso un pubblico di nativi digitalimultitasking“, veloci, velocissimi. Cito a riguardo una frase estrapolata dall’ intervista al primo vincitore del campionato italiano di Ruzzle: “Per quanto mi riguarda posso dire che forse la mia vera dote stia nella capacità di anticipare la mossa successiva: mentre compongo una parola guardo già alle 2-3 parole che seguono. Praticamente non sono mai fermo“, per la precisione si tratta di Antonio Cacopardi, venti anni.
Rovesciando la prospettiva, non ho sufficienti elementi per parlare di situazioni di dipendenza all’uso di questo o di altri giochi o servizi presenti in rete, quindi sempre disponibili. Ne tantomeno intuire le conseguenze nella socialità del singolo proiettato nel suo network di amicizie virtuali. Troppi sono gli aspetti positivi e negativi che agiscono in maniera diversa e concomitante su ogni individuo.
Mi limito ad evidenziare come il fenomeno Ruzzle sia completamente coerente ed immerso nel più ampio fenomeno 2.0. Se confrontiamo questo articolo con altri già scritti in cui si parla dei protagonisti del nuovo web come Facebook, WhatsApp, Google ritroviamo numerosi elementi ricorrenti.
Le esperienze di successo presenti in rete, in grado di catturare l’attenzione di milioni e milioni di persone, sono sempre semplici da utilizzare, sono aperte alla condivisione, sono esse stesse una rete di conoscenze e si basano sulla nostra rete di conoscenze, stimolano la curiosità, sono sempre disponibili e, soprattutto, sono veloci, tremendamente veloci.
Ė altresì vero però che, proprio come i social network, un fenomeno di successo presente in rete finisce con il coinvolgere un pò tutti, non solo i più rapidi, probabilmente proprio per la sua natura, veloce ma allo stesso tempo semplice da utilizzare, sempre disponibile e fortemente aggregativo.
Non c’è piu molto da dire, sbrighiamoci, abbiamo solo due minuti per trovare più parole possibili.
Mondoduepuntozero
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