Si e’ rotto lo schermo dello smartphone…

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Un attimo prima avevamo il nostro smartphone saldamente in mano, poi, improvvisamente, ci è sfuggito. Poteva cadere di lato, di spigolo, poteva cadere sul lato protetto dalla cover, poteva rimanere sospeso in aria sfidando la gravità, poteva non cadere affatto…Invece il nostro smartphone è caduto con lo schermo in terra. Un vero e proprio suicidio multimediale.

In quello stesso istante abbiamo percepito il disastro, il nostro intermediario con internet, lo smartphone, non andava più.
Ci siamo sentiti isolati, virtualmente esiliati, costretti a vivere nel mondo reale, senza following o follower.
Esclusi dalle nostre tribù virtuali.
Fuori dalla rete ci aspettano giorni senza selfie e senza emoticons, lunghe passeggiate all’aperto, sorpresi dai raggi del sole.

mi si è rotto lo smartphone

Lo schermo sensibile al tocco, il touch screen, è uno dei principali protagonisti del cambiamento sociale, culturale, economico determinato da Internet.
Permette movimenti veloci, istantanei. Permette la selezione immediata di ciò che ci interessa.
Giorni, mesi, anni a stretto contatto con il nostro schermo touch hanno cambiato il nostro rapporto con le informazioni, le infinite informazioni, disponibili in rete.
Leggiamo in modo diverso, osserviamo in modo diverso, diamo diversa attenzione ai contenuti testuali, alle immagini, ai video. Le percepiamo visivamente e le controlliamo attraverso il tocco.

Alcuni movimenti come sfogliare le immagini o come lo scorrimento veloce dei testi hanno accelerato il movimento dei nostri occhi, aumentato la nostra ricettività, cambiato il nostro modo di esprimerci. Ci hanno reso diversi.

Antropologicamente parlando, ammesso che si possa fare, lo schermo sensibile al tocco è nello stesso cassetto degli utensili creati da noi “homo sapiens”: punte, sassi levigati, lance, frecce, cucchiai, coltelli, … Strumenti che ci hanno fornito nuove possibilità e, soprattutto, nuove prospettive.
Ogni cambiamento, ogni invenzione, ha modificato irreversibilmente il nostro rapporto con il contesto esterno.

Gli internauti hanno una percezione dei contenuti diretta conseguenza dell’uso dello schermo touch. Sono i movimenti a governare la conoscenza e non viceversa.
Questo dinamismo d’uso, in continua forte crescita, è in totale contrasto con quanto ci succede leggendo un libro cartaceo, scrivendo su carta o guardando un panorama. Contesti dove gli effetti sfoglia, scorri, seleziona, ingrandisci non sono possibili. Contesti oggi incommensurabilmente statici.
Ma è questa stessa staticità a dettare i nostri tempi di apprendimento, di riflessione, di studio. La nostra memoria, la nostra capacità di giudizio e di confronto è indispensabilmente connessa al tempo che dedichiamo alla costruzione della nostra opinione, all’approfondimento visivo, alla selezione, all’ascolto.

Oggi i nostri occhi corrono in rete su tapis roulant virtuali: gli schermi touch.
Come atleti professionisti aumentiamo progressivamente la velocità di corsa, senza renderci conto del cambiamento e delle conseguenze insite nella progressione.
Affrettando la corsa dimentichiamo lo scopo originale del nostro correre, dimentichiamo di guardare altrove e attorno, rinunciamo alla tridimensionalità.
Completamente concentrati sulla proiezione in rete del nostro io.

Lo schermo touch è il nostro sesto senso, è la nostra seconda opportunità.
È il luogo dove puntiamo il nostro sguardo e i nostri indici.

Gli schermi touch si stanno diffondendo ovunque, non solo smartphone e tablet. Troviamo schermi touch presso musei, punti informativi, aziende sanitarie, fast food, uffici comunali, luoghi della cultura, persino sulle nostre auto.

Nei prossimi anni non sarà più necessario toccare fisicamente lo schermo, sarà sufficiente un movimento delle nostre mani per navigare in rete. Ci aspettano dinamiche d’uso ancora più veloci e impersonali, nuove geometrie di movimento, più spaziali e ancora più vicine al nostro pensiero.
Gesticoleremo per comunicare.

Tutto ciò avrà effetti inimmaginabili sul nostro linguaggio, sul nostro modo di raccontare, di informarci, di condividere, di socializzare.

Saremo altro, perché leggeremo, scriveremo, comunicheremo in altro modo.
È tutto ciò succederà velocemente, come su uno schermo touch.

Mondoduepuntozero.

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