Molti gigabyte sul mio smartphone

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Il mercato della telefonia mobile è uno dei pochi in Italia caratterizzato da un buon livello di concorrenza.  Le compagnie telefoniche con regolarità aumentano il livello della loro proposta, stessi euro, molti minuti di conversazione in più e, soprattutto, gigabyte, molti gigabyte.

Cosa significa gigabyte?

È un’unità di misura, indica quante informazioni possiamo ricevere/scambiare in rete.
Il termine tecnico gigabyte è diventato d’uso comune. Sinonimo di quantità, disponibilità, opulenza.
Non a caso il prefisso “giga” viene dal greco e significa “gigante”. Un termine che non ammette traduzioni, sostanzialmente uguale in ogni parte del pianeta.

gigabyte

Si tratta di 1.000 milioni di byte (un miliardo di byte). Per fare un esempio, ben chiaro ai meno giovani, l’home computer Commodore 64, vendutissimo nei primi anni ottanta, aveva una memoria di 64 Kilobytes. 1 Giga è uguale a 1 milione di Kilobytes.

Molti moltissimi Gigabyte.

Andiamo al dunque.  Sino a pochi anni fa molte compagnie di telefonia mobile fornivano nel pacchetto base solo telefonate ed SMS. Poi si è aggiunto il traffico di rete: 256 megabyte, 512 megabyte, 1 gigabyte. Oggi a prezzi ragionevoli per tutti è possibile avere 15 o 30 gigabyte al mese. 30 gigabyte ogni trenta giorni vuol dire avere a disposizione 365 giga ogni anno.  1 Giga al giorno.

Questo ampliamento del traffico di rete su smartphone ha effetti dirompenti sulle nostre vite:

  • sul nostro modo di utilizzare Internet.
  • sulla quantità di volte che ci colleghiamo in rete, di giorno e di notte.
  • su dove ci colleghiamo.
  • su tutto ciò oggetto di condivisione e di scambio.
  • sul numero di persone che contattiamo o che ci contattano in una giornata.
  • sul modo in cui gestiamo questo flusso crescente di informazioni.

La nostra socialità, il tempo passato in rete, il nostro stile di vita, sono in diretta relazione con il numero di gigabyte a nostra disposizione.

Ancora una volta l'”universo” Internet dimostra tutta la sua potenza e voracità. Cattura la nostra attenzione, trasforma il nostro tempo nel “mondo reale” in gigabyte, disponibili in rete.

I “nostri” giga ci permettono immersioni in rete a lunghe profondità.

Il cambiamento, pur colossale, non giustifica catastrofismi. Non siamo d’accordo con i detrattori di Internet. Siamo i primi ad evidenziare le numerose distorsioni determinate dalla rete, nonostante ciò vi invitiamo a non banalizzare, specie se trascinati da giovanili nostalgie. Non era meglio prima, o meglio non sempre e non tutto.

Di certo tutto sta cambiando:

  • Scriviamo meno, leggiamo meno.
  • Condividiamo e fruiamo preferibilmente materiale multimediale.
  • Ascoltiamo musica e leggiamo news ed ebook in streaming.
  • Facciamo shopping online dopo aver sfogliato migliaia di immagini.
  • Ci affidiamo sempre più alle immagini, ai video, per trasmettere o rivivere emozioni.

Nell’arco di due decenni abbiamo praticamente abbandonato la scrittura manuale, sostituita dalla tastiera del nostro computer e dal mouse. Oggi, in meno di un lustro, canalizziamo la nostra comunicazione in rete, giga dopo giga.

Ed è solo l’inizio, cosa succederà quando i gigabyte diverranno illimitati? Saremo sempre connessi?

Stiamo ridisegnando l’intero nostro processo di acquisizione, condivisione e memorizzazione.
Stiamo ripercorrendo in modo inverso il percorso che ci ha portato dalle pitture rupestri alla scrittura e alla stampa. Torniamo ai simboli, ai segni, alle icone.
Massimizziamo i gigabyte, allarghiamo il nostro network e minimizziamo l’informazione.

Viviamo un inedito, dinamico e contraddittorio, processo di arretramento/avanzamento ipertecnologico.

Comunichiamo “real time”, istantaneamente.
Corriamo in avanti, velocemente, verso nuove direzioni digitali, cancellando con frenetici click i segni del nostro passato.
Virtualmente onnipresenti. Realmente distratti.

Mondoduepuntozero.

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