Pago sempre e solo tramite il mio smartphone

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Ogni qualvolta ci guardiamo attorno, che proviamo a raccontare Internet, troviamo qualcosa di estremamente nuovo. Modi d’uso che, spesso, vanno oltre le nostre aspettative.
La rete non è solo informazione (e disinformazione), è un intero universo di contenuti, servizi ed emozioni online.

Molte delle azioni virtuali che effettuiamo ogni giorno hanno effetti immediati, concreti, nel mondo reale. Un esempio? Tramite la rete posso acquistare.

Tramite l’e-commerce, il commercio elettronico,  posso acquistare ovunque e ricevere la merce direttamente a casa. Ovvio. Tutti conoscono l’e-commerce. Tutti acquistano su Amazon o su altri grandi store online. Non siamo mica nel lontano 2010!!! (A dire il vero il 2010 è dietro l’angolo ma se lo vediamo in “prospettiva Internet” tutto da allora è cambiato).
L’e-commerce  è stato solo il primo passo.

Il secondo passo, nella stessa direzione, è il “mobile payment” ovvero la possibilità di concludere una transazione economica nel mondo reale utilizzando il proprio smartphone personale.

L’elemento discriminante del mobile payment è l’uso del telefono cellulare come leva di innovazione nel processo di pagamento, indipendentemente dagli strumenti di pagamento utilizzati e dalle tecnologie di comunicazione adottate. Da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Mobile_payment)

Sono in un negozio, di fronte alla cassa, non ho contante, non ho carta,  pago i beni di consumo che ho selezionato tramite il mio telefono. Ad esempio tramite la piattaforma, tutta italiana, Satispay.

Non ho più bisogno del portafoglio e della carta di credito, pago, sempre, con il mio smartphone. Il mio smartphone è anche il mio portafoglio.

Dal punto di vista politico e sociale, a prescindere da quale piattaforma di pagamento si intende utilizzare,  si tratta di un cambiamento epocale:

  • le transazioni digitali sono tracciabili, la tracciabilità contrasta l’evasione fiscale, basata sul contante.
    Si tratta, almeno qui da noi in Italia, di un cambiamento strutturale, antropologico.
    La digitalizzazione rende pubblico e impersonale il pagamento, non ci sarà più margine di trattativa teso a “nascondere”.
  • Il mobile payment segue la fatturazione digitale, obbligatoriamente digitale. Un percorso già tracciato, anche se non ancora completamente definito.
  • l’attuale sistema bancario, al pari di edicole, blockbuster e taxi, risentirà del cambiamento determinato da Internet. Come non possiamo dirlo. Gli sportelli bancari  sono già in forte riduzione.
    Nei paesi dove il sistema bancario ha origini più recenti, non secolari, il mobile payment  si sta diffondendo velocemente. In India, in Cina e in alcuni paesi dell’Africa i volumi economici per le transazioni virtuali sono già significativi.

Il terzo passo ? Le (cripto)valute. Vere e proprie monete digitali.
È evidente che i giganti del web stanno cercando nuove modalità di espansione, nuove praterie da esplorare, come nel “vecchio west”.
Hanno una enorme disponibilità economica, qualcosa dovranno pur farci.

Facebook  con l’annuncio di libra intende creare un network (nel network) tra Facebook, WhatsApp, Instagram e le principali piattaforme di pagamento online.
Compro online, compro con un solo click, compro in libra.
Libra, per ora solo un’ipotesi di moneta digitale,  ha due miliardi di utenti potenziali, miliardi di beni acquistabili “one-click”, ed è supportata da un consorzio di straordinari partner come Visa e MasterCard.

Dopo tanti dibattiti, referendum, articoli e tavole rotonde saranno i Social Network a soppiantare l’euro e più in generale l’attuale sistema monetario?
Siamo vicini ad una Bretton Woods digitale?

I media parlano di fallimento già annunciato, paragonano Libra ai BitCoin, la prima criptovaluta globale, vero e proprio esercizio (malriuscito) da nerd.
Non riescono però a percepire che quando si innova sono proprio i tentativi non andati a buon fine a servire da punto di partenza per nuove possibili evoluzioni.
Sbagliando si impara, e Internet impara molto velocemente.

La moneta ha superato molti anni fa il baratto perché più agile, astratta, veloce da utilizzare, in grado di adeguarsi al bene. Sono gli stessi punti di forza della moneta digitale, più scaltra, agile, globale, veloce rispetto alla moneta tradizionale. È un cerchio che, al completamento del suo giro, si rinnova.

Qualsiasi azione effettuata in rete si sta velocizzando. Ricerco, seleziono, sfoglio, leggo, partecipo. Sono sempre più veloce. Ho bisogno di acquistare velocemente con una piattaforma ed una valuta efficiente, dinamica, ne sento il bisogno e non mi interessa nulla del vecchio modo di fare.
Miliardi di cyberutenti la pensano così, già oggi. Per questo la diffusione di una criptovaluta è solo questione di tempo.

Internet è un universo troppo ampio per limitare il suo raggio d’azione alla sfera emotiva, ai “soli” Social Network.

L’evoluzione del mobile payment avrà effetti sulla politica monetaria, sugli attuali sistemi finanziari  e, probabilmente, determinerà anche il superamento degli attuali modelli politici e degli attuali equilibri tra le nazioni. Roba da non crederci.

Accidenti siamo veramente solo all’inizio del Mondo 2.0.

Mondoduepuntozero

And I said I need dollar dollar, a dollar is what I need
And if I share with you my story would you share your dollar with me”
Aloe Blacc – I Need a Dollar –

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