La rete, gli smartphone e i giovani d’oggi

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peneloperInternet, la rete, è solo l’inizio, la base,  il punto di partenza, la scintilla che ha avviato il cambiamento socio-relazionale in atto.
Appena un gradino sopra la rete, che rappresenta l’essenza, l’infrastruttura che compone il cyberspazio, troviamo gli strumenti relazionali disponibili in internet, detti “social” perché basati  sulla costruzione di una trama  e “network” in quanto imperniati su singoli “nodi” (gli utenti).
Sul gradino più alto del podio troviamo, non a sorpresa, gli “smart devices” o dispositivi mobili, smartphone e tablet, gli strumenti che permettono di connetterci, di relazionarci, sempre a nostra disposizione.
Il cyberspazio è quindi un universo composto da nodi (noi utenti) connessi tra di loro (nella rete, nel network) tramite specifici utensili di tipo elettronico (personal computer e, più recentemente ed efficacemente, gli smart devices).
I dispositivi “smart” ci permettono di essere, in ogni momento della nostra giornata, al centro del network, di essere “nodi attivi”: raggiungibili, ricettivi, propositivi, partecipativi.
Questa disponibilità 24 ore su 24 ha cambiato, per molti noi, la gestione della nostra giornata e dei nostri “spazi virtuali”: comunichiamo più spesso e con più persone tramite la rete, anche in contemporanea. Siamo al centro del nostro micro-sistema sociale virtuale, del nostro network.
Gli utenti più “smart” sono senz’altro i giovani ed i giovanissimi, la cui vita sociale, simpatia, popolarità dipende sempre più dai contenuti e dall’immagine social che offrono in rete.
Sono sempre di più gli utenti che “cybervivono” una parte sostanziale del proprio flusso emotivo, tramite continui e frenetici “post e cinguettii” scambiati con la propria comunità.
“Cambiamenti che hanno determinato il cambiamento” sono: la riduzione delle dimensioni degli schermi video (che devono stare in tasca), l’aumento dei messaggi scambiati, la velocità e l’ intensità dello scambio,    la necessita di non superare il proprio limite di traffico in termini di byte, …
Anche il modo di comunicare ha subito, con l’avvento degli smartphone, una veloce accelerazione, i messaggi sono sempre più veloci e stringati: sigle o emoticons che esprimono emozioni.
Dal punto di vista sociale è importante evidenziare come  ogni giovane viene a posizionarsi al centro delle sue amicizie (smart community), ha la possibilità di contattare in un solo colpo tutti gli amici, di essere immediatamente all’attenzione di tutto il gruppo. In pratica ogni cybernauta è, nel proprio “cenacolo virtuale”, saldamente a capotavola, ciò determina molte più opportunità ed anche molte più aspettative ed oneri e quindi una maggiore attenzione verso la  costruzione e l’alimentazione della propria immagine social.
Interessante, relativamente a quest’ultimo  aspetto, dal punto di vista sociale,  il fenomeno in forte crescita di “ricerca del wi-fi“: molti  dei canoni telefonici economici, i più diffusi tra i giovanissimi, prevedono un limite di utilizzo della rete, in genere 1 o 2 gygabyte , da qui la ricerca disperata di un bar, un ristorante, una biblioteca dove è possibile collegarsi ad internet senza scaricare il proprio patrimonio di byte mensile. Gli stessi luoghi da sempre d’incontro  e di ritrovo evolvono e, nel “mondo 2.0”, forniscono  spazi virtuali in rete, da “consumare in loco” ma posizionati emotivamente altrove.  I “nuovi” nativi digitali sanno utilizzare al meglio il proprio cellulare, direzionando il proprio traffico di rete sul provider wi-fi gratuito a loro più vicino.
Rappresenta un divertente paradosso  il fatto che, spesso, la ricerca del segnale porta il “nativo” a posizionarsi anche al di fuori del locale, in modo da connettersi in rete senza pagare la  consumazione o semplicemente, in caso di servizio completamente gratuito, godersi anche un po di sole o guardare in faccia i propri amici “reali”.
Gli smartphone sono strumenti estremamente recenti, negli ultimi tre anni hanno radicalmente cambiato la rete ed anche  il modo di fare gruppo degli adolescenti (e non solo): la possibilità di parlare in chat di gruppo, di diffondere il proprio pensiero verso un numero notevole di nodi (persone, coetanei, amici virtuali) obbliga ogni adolescente a costruire, alimentare e difendere  la propria immagine pubblica, anche tramite esasperazioni, bugie e psicodrammi virtuali.
L’adolescente raggiunge quindi, tramite lo smartphone,  un livello altissimo di esposizione mediatica. I nostri ragazzi, in una fascia d’età estremamente vulnerabile, sono praticamente sempre visibili, come se vivessero in una vetrina.
Allo stesso tempo è aumentato il “nostro” pubblico, ciascuno di noi è collegato con molti altri e ciascuno degli “altri” e a sua volta il centro amicale per numerosi altri nodi.
Ogni messaggio raggiunge un notevole numero di persone e per questo deve essere rapido, immediato, d’effetto e soprattutto attuale, anche perché il destinatario ne riceve molti e quindi ha poco tempo e poca attenzione da dedicargli.
In sintesi tutto il nostro modo di comunicare sta cambiando radicalmente.
Il rapporto COOP 2014 fotografa una popolazione italiana sempre più statica, tranne nell’uso di dispositivi tecnologici, cito testualmente da un articolo che commenta il rapporto “è come se lo smarthpone grazie alla sua versatilità avesse inghiottito molti comparti tradizionali di consumo” (fonte  Help consumatori )
Il sociogramma relazionale per i “nuovo nativi digitali“, adolescenti e pre-adolescenti è ricco di contatti, reali e virtuali, permette di comunicare con un solo  movimento verso i propri gruppi, vere e proprie tribù virtuali, di raggiungere la popolarità mediatica nella propria cerchia di conoscenze anche tramite un singolo click, di segnalare eventi, di partecipare, di giudicare.
Questa accelerazione delle dinamiche relazionali virtuali, dovuta allo smodato uso di smartphone e tablet, crea nelle nuove generazioni inediti meccanismi per l’assegnazione dell’amicizia e della fiducia, nuove trame  amicali, la cui durata può essere, anche volutamente, temporanea e capillare allo stesso tempo.
La rete sta modificando  il nostro tessuto sociale.
Ciascuno di noi, in gruppo o singolarmente, giorno dopo giorno, costruisce la propria identità  virtuale, che modifica, disfa, varia a seconda delle necessità, delle emozioni, delle mode, dei gusti e delle attitudini personali.
Siamo tutti un po’ Penelope costruiamo la nostra trama tra mondo virtuale e mondo reale nella speranzosa attesa che Ulisse ci liberi.

Mondoduepuntozero

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