La mia chat di WhatsApp sembra quella di Instagram

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Come sta cambiando la comunicazione in rete? L’utilizzo degli smartphone, dei social network, delle APP è in continua evoluzione oppure, dopo un primo importante periodo di crescita stiamo vivendo un momento d’inerzia?
Per rispondere a queste domande prendiamo spunto da una frase presente nella canzone “Cara Italia” di Ghali, una hit di successo, con 50 milioni di visualizzazioni su YouTube, caratterizzata da un ritmo coinvolgente e allo stesso tempo malinconico.
I testi esprimono tutte le certezze e le contraddizioni di una generazione di italiani con genitori non italiani. Ghali ci spiega come ama l’Italia, definita la “dolce metà”.

Ma il nostro è un blog sociologico orientato alla rete, quindi ci concentriamo sulla frase:

“La mia chat di WhatsApp sembra quella di Instagram”

Questa frase sembra essere utile solo per rafforzare il testo, utilizza termini  “orecchiabili” che fanno riferimento a strumenti familiari e di tendenza. Tre le parole chiave: chat, WhatsApp, Instagram.
Una sorta di “tutti li usano” e allora ne parlo anch’io.

A nostro parere c’è molto di più.

Instagram è uno spazio social utilizzato soprattutto dai giovanissimi, per l’impatto visivo e l’immediatezza data dalle foto e dai video. È diretto, istantaneo, incentrato sul proprio ego e sull’utilizzo intensissimo degli hashtag.
Non a caso l’opzione “storie” fornita da Instagram rimane attiva solo per 24 ore e permette la pubblicazione di video brevissimi. Utili Per raccontarsi velocemente.

Dire che la chat di WhatsApp sembra Instagram è un modo per affermare la propria multimedialità.

Non scrivo, non comunico tramite testi, se non di rado.
Utilizzo foto e video per esprimermi.
Sono multimediale.

  • Forse perché vado sempre di fretta, a mille all’ora, e uso lo smartphone in movimento, tra una cosa e l’altra.
  • Forse perché ho un milione di amici e non possono rispondere a tutti.
  • Forse perché sono pigro.
  • Forse perché non amo la grammatica.
  • Forse perché mi piacciono le cose estremamente semplici e dirette.
  • Forse semplicemente perché video e immagini mi raccontano meglio.

Motivi che dimostrano come la mia chat di WhatsApp somiglia sempre di più a quella di Instagram.

Non sappiamo se la nostra interpretazione è corretta.
Di certo l’utilizzo di APP istantanee e la diffusione degli smartphone, oramai alla portata di tutti, stanno cambiando il nostro modo di comunicare.
Testi sempre più brevi, diretti, immediati, veloci.
Audio che sostituiscono i testi.
Video che permettono di condividere l’intera esperienza, di scambiare emozioni in tempo reale.

La comunicazione “one to one” in WhatsApp è spesso sostituita dai gruppi.
Video e audio ci permettono di rimbalzare da un gruppo all’altro, proponendo gli stessi contenuti.
Il nostro spazio social è sempre più affollato, da seguaci e da amici.

Internet e gli spazi social sono in continuo cambiamento. Spazi sempre più istantanei e multimediali.
Una mutazione non solo emozionale, anche lessicale, grammaticale.

Musica e internet rappresentano questo cambiamento, per immediatezza, diffusione, l’interculturalità, multimedialità. Senza dogane, confini e arcaici diritti di nazionalità.

Per questo tutte le nostre chat di WhatsApp assomigliano sempre più al nostro spazio Instagram. 

Siamo proprio d’accordo con Mr. Ghali.
E ci piace la sua canzone, ricca di rime banali e di importanti significati.

Mondoduepuntozero.

Io mi sento fortunato
Alla fine del giorno
Quando sono fortunato
È la fine del mondo
(Da “Cara Italia” di Ghali)

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