Internet e la modalita’ ZEN

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È appena terminato un decennio, il secondo di questo secolo.
Dieci anni di cambiamenti economici, politici e sociali e, soprattutto, il primo vero decennio di Internet.

Una ricerca Nielsen, febbraio 2010, enfatizzava l’ uso dei social network da parte degli italiani, oltre sei ore al mese!!! Più precisamente quasi 12 minuti e 55 secondi al giorno. Gli articoli dell’epoca (solo dieci anni fa) evidenziavano il trend di utilizzo quotidiano ed il costante aumento dei cyberutenti. Dove andremo a finire se passiamo 6 ore 27 minuti e 53 secondi al mese sui social?

Social Network usage 2010

Oggi ne abbiamo un idea molto precisa. We are social “Digital 2019” ci presenta un paese “virtualizzato”. Con 111 minuti di connessione ai social giornaliera (erano meno di 13 minuti!!). E oltre sei ore di connessione ad internet, per la precisione 364 minuti, al giorno.

We are Social 2019

E’ opportuno ammettere che si è ampliata di molto, in un decennio, anche l’offerta in rete:

Oggi Internet fornisce servizi broadcast, streaming, on demand. Parte di questo tempo va a sostituire la “tradizionale” fruizione televisiva.
Oggi vedere la TV in diretta sui canali generalisti è sintomo di “grave” digital divide.  Il palinsesto televisivo è superato dalle banche dati on demand.
Oggi internet ci permette di chattare in modo istantaneo con parenti e amici, ci interconnette tramite hashtag con sconosciuti, di rado illustri, con cui condividiamo interessi, opinioni e affinità.
Oggi siamo “multicast”, “multicanale” e “multimediali”. Abbiamo account e personalità multiple.

Eppure siamo solo all’inizio. Al termine del prossimo decennio ci troveremo ad analizzare altri significativi cambiamenti.
Approfondiamo alcuni dei fattori che ci accompagneranno nel prossimo decennio:

  1. Il ricambio generazionale, con la progressiva uscita di scena di coloro che hanno un maggiore divario digitale.
  2. L’evoluzione dell’ “Internet delle cose” (IoT acronimo dell’inglese Internet of things): orologi, bracciali, anelli, , occhiali, magliette, scarpe.  … Sistemi biometrici utili per identificare, anticipare, comportamenti e necessità. Sempre connessi. Vere e proprie estensioni del nostro corpo in rete. “Se mi muovo in un certo modo allora necessito di alcuni dati dalla rete”.
  3. La diffusione del 5G aumenterà il flusso dei contenuti istantaneamente disponibili, con conseguenze significative anche sull’ “esperienza virtuale” che sarà in grado di replicare in modo sempre più fedele il contesto reale, passato o presente. Passeremo sempre più spesso da un contesto reale 3D a un contesto virtuale 3D. Cosa che faciliterà ulteriormente lo switch, il passaggio frenetico da un contesto all’altro.
  4. La diffusione della moneta digitale e delle transazioni digitali. Acquisteremo molto di più in rete, altrove. Senza pregiudizi.

La novità non sarà nella quantità (crescente) di tempo passato in rete ma nell’istantaneità in cui vivremo la rete, dovuta ai big data, informazioni dedotte “empiricamente” e trasformate immediatamente in nuovi output personalizzati.

Consapevole di questo “eccesso di disponibilità” nei confronti della rete Pete Lau ha progettato, sui  nuovi smartphone OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, la “modalità ZEN“. Gli smartphone in modalità ZEN permettono, per finestre temporali della durata di 20 minuti,  di ricevere chiamate e di effettuare chiamate di emergenza. Niente APP, niente notifiche, niente chat e niente social. È possibile effettuare fotografie (le foto sono ZEN?).

Quello che può sembrare un semplice blocco del vostro smartphone riveste un ruolo molto importante ed apre ad una riflessione sul tempo e sulla disponibilità che ciascuno di noi deve offrire alla rete. Sul rapporto tra utente e Internet, rapporto (e ruoli) che, almeno in parte, si stanno progressivamente rovesciando.

C’è un tempo limite da passare in rete?
Rischiamo l’overflow (il sovraccarico) informativo?
Siamo in grado di decidere quando collegarci ad Internet, in relazione al contesto che ci circonda?
Riusciamo a resistere ad una notifica del nostro smartphone?
Quanto i giudizi espressi da altri in rete condizionano il nostro umore?

La “modalità ZEN” non è l’unico strumento (sperimentale) il cui fine è migliorare il rapporto tra utente e rete, altrettanto interessante anche il Google Family Link, il cui obiettivo è creare un rapporto sano tra i cybergiovanissimi e la rete. Un vero e proprio ossimoro in cui Google prova a definire un perimetro d’uso per se stesso e per altri cyberprotagonisti.

Questo articolo non ha un finale, non ha conclusioni, non offre certezze.  Il nostro futuro non è già scritto. Non sappiamo ad oggi se una nuova generazione di applicazioni software  riusciranno ad indirizzare al meglio gli utenti, a limitarli, consigliarli. Oppure se la prima generazione di “veri” nativi digitali riuscirà ad avere un rapporto più maturo con la rete e ad educare i propri figli all’utilizzo di Internet.

È estremamente importate trovare il proprio personale equilibrio in rete, proprio perché come spiegato nella prima parte di questo articolo siamo solo all’inizio,  i flussi virtuali non faranno che aumentare.

Mondoduepuntozero

Avete capito poco o nulla di quest’articolo? non vi preoccupate, rileggetelo nel 2030, sarà tutto molto più chiaro.

 

 

Nel ringraziare  “We Are Social” e “Nielsen” per i dati oggetto di riflessione in quest’articolo ricordiamo che Mondoduepuntozero è solo un gioco, una passeggiata da fare assieme in rete, non ha nessun fine commerciale.

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