Internet in Italia: Le Statistiche

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Approfondiamo alcune statistiche sull’utilizzo di Internet in Italia.
Numeri che ci permetteranno di capire quanto la rete si è concretamente diffusa nel nostro paese.
Trend e differenze.
Numero degli utilizzatori di Internet in Italia nel 2017: 39.211.518 (Fonte internetlivestats).
Il 65,6% della popolazione italiana residente utilizza la rete.

A vedere il bicchiere mezzo pieno abbiamo:

  • superato ampiamente la quota fatidica del 50%.
  • siamo al diciassettesimo posto mondiale come numero effettivo di utilizzatori.
  • ci sono ben 666.922 utilizzatori in più rispetto al 2016. L’1,7% di incremento annuo.

Numeri importanti, decine di milioni di persone coinvolte, trend in crescita.

A vedere il bicchiere mezzo vuoto è evidente che in Italia c’è un problema di digital divide, non tutti utilizzano Internet.

Sono oltre venti milioni gli italiani che non utilizzato la rete.
Gli “Internetless”.
Più precisamente sono 20.589.486.

Se analizziamo i dati mondiali, relativi all’utilizzo di Internet, possiamo identificare alcuni dei paesi che hanno un rapporto simile al nostro con Internet: Brasile, Uruguay, Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia, Azerbaijan, …
Paesi molto diversi tra di loro e molto diversi dall’Italia. Tutti però caratterizzati da una forte forbice economica tra ceti più e meno abbienti e da un percorso sociale e produttivo ricco di contraddizioni.
Se poi guardiamo ai paesi con il nostro trend di crescita annuale, tra uno e due punti percentuali, ed analoga percentuale di Internauti, troviamo il Marocco, le Barbados, e di nuovo l’Albania.

Sostanzialmente siamo nel gruppo “degli altri,  al sessantasettesimo posto come quota percentuale, in una classifica di oltre duecento paesi.

Viceversa se guardiamo il prato dei nostri vicini, che per forza di cose è sempre più verde, UK ha il 92,6% di utilizzatori di Internet, la Germania 88%, la Francia 86.4%, la Svizzera 87,2%, la Spagna 82%.  Ben altri numeri. In questo caso l’insieme dei “non utilizzatori” e quello dei lavoratori attivi (o in cerca di lavoro) si sfiorano appena. Qui il ricambio prima citato c’è, è evidente, e coinvolge anche alcuni dei nostri migliori giovani.

Il “non utilizzo” di Internet non va obbligatoriamente visto come un fattore negativo, ci possono essere numerose motivazioni, alcune molto valide.
Senza dimenticare che, se guardiamo gli utilizzatori, milioni di utenti fanno un uso eccessivo della rete. Eccessiva esposizione ed eccessiva quantità di accessi.
Internet non è la soluzione. È un fenomeno globale da analizzare con attenzione, né in modo ipercritico né trionfalistico.

È altresì vero che Internet è un “qualcosa” mai successo prima.
Siamo di fronte ad un fenomeno talmente ampio da incidere significativamente nel nostro quotidiano, nella nostra struttura sociale, lavorativa, familiare e personale.

Essere presenti in rete vuol dire essere al passo con questo cambiamento.

A dimostrazione di ciò le seguenti “internet-verità“:

  • i paesi più industrializzati hanno una buona percezione ed un forte utilizzo della rete.
  • una società che sa comunicare velocemente e sa innovare è un passo avanti alle altre più “tradizionali.
  • alcuni dei fattori che determinano il digital divide: analfabetismo di ritorno, mancato accesso ai livelli più alti dell’istruzione, incapacità di apprendere strumenti e servizi tecnologici, assenza di infrastrutture e servizi, … incidono sulla nostra competitività, immagine internazionale, mercato del lavoro.
  • la rivoluzione tecnologica sta determinando la scomparsa di molti mestieri, sostituiti da nuovi lavori da effettuare in rete. Non essere al passo con i tempi vuol dire non avere una forza lavoro capace di utilizzare la rete. Vuol dire non alimentare questo percorso di ricambio.
  • si tratta di un cambiamento irreversibile, tutt’altro che temporaneo. Far finta di niente aspettando che tutto torni come prima non è affatto una soluzione.

E cosa dire dell’utilizzo dei social network? Ci affidiamo a statista.
Gli utilizzatori di Facebook sono oltre 21 milioni, diventeranno oltre 23 milioni nel 2020. Anche in questo caso un numero importante e un trend di crescita significativo. Anche in questo caso una dinamica di diffusione piuttosto lontana da quelle dei paesi più industrializzati.

I numeri confermano la presenza in rete di molti, il totale disinteresse di tutti gli altri.
Confermano la “forbice digitale” che divide in due il nostro paese.

digital divide internet

Cosa dire? Noi italiani siamo, da sempre, grandi comunicatori, tra i maggiori utilizzatori di telefoni cellulari nel mondo. Nonostante ciò esiste un divario importante tra gli utilizzatori e i “non utilizzatori” di Internet.  Non si tratta solo di “meno giovani” e di singoli individui che non amano esporsi sui social.

Il fenomeno è molto più complesso, c’è una difficoltà endemica nell’accettare il cambiamento, l’innovazione, le nuove tecnologie.
Conservatorismo spesso alimentato anche dai media tradizionali, pronti a pubblicizzare, molte volte, ogni utilizzo inopportuno o criminale della rete.

Non siamo tra i primi paesi del mondo nell’utilizzo di Internet.
È bene esserne consapevoli.
C’è un divario digitale da colmare, rispetto ai paesi più industrializzati.

Come detto nell’introduzione non siamo per Internet a tutti i costi e non accettiamo a priori toni trionfalistici riguardo la rete. Ma riteniamo giusto evidenziare quanto è importante conoscere gli strumenti che la rete ci offre ad oggi, essere al passo con i tempi. In modo da cogliere tutte le opportunità.

Mondoduepuntozero.

Nel ringraziare  “InternetLiveStats” e “statista” per i dati oggetto di riflessione in quest’articolo e “Pixabay” per le immagini ad uso gratuito che spesso utilizziamo in questo BLOG, ricordiamo che Mondoduepuntozero è solo un gioco, una passeggiata da fare assieme in rete, non ha nessun fine commerciale.

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