Influenza Social

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padelleDa sempre sociologia e psicologia sociale osservano con attenzione il “gruppo”. Alla base di questi studi, dei numerosi e talvolta bizzarri esperimenti effettuati, troviamo il basilare concetto per cui “un gruppo è qualcosa di più e di diverso dalla semplice somma dei singoli che lo compongono”.
Ogni gruppo ha una sua identità, un suo modo di agire, di pensare, di relazionarsi con altri, gruppi e singoli. Molti gli esperimenti che spesso dimostrano il notevole grado di influenza che il gruppo ha , anche su soggetti adulti e consapevoli. Si alzano tutti in piedi? Forse mi devo alzare anch’io. Applaudono con entusiasmo, non ho capito nulla ma applaudo anch’io. Erano tutti tristi e mi sono commosso.
L’appartenenza ad un gruppo influisce sui nostri comportamenti, sulla nostra personalità, sulle nostre scelte, sul nostro stile di vita, nel breve e nel lungo periodo.
Il gruppo, al pari del singolo, è un attore sociale con caratteristiche, emotività e socialità proprie, uniche.
C’è un evidente continuum tra comportamento interpersonale, tra singoli, e il comportamento intergruppi. A pensarci bene  la nostra socialità è una trama intricata di relazioni fra persone e fra “gruppi di persone”.
Il gruppo esiste da sempre (anche nel mondo animale) ma da poco, da pochissimo esiste il “gruppo social”, aggregato virtuale che vive, alcune volte solo per intervalli brevissimi, esclusivamente in rete.
Il “gruppo social” influenza profondamente le nostre vite, tramite dinamiche particolarmente veloci ed interattive. Il mondo virtuale replica i nostri schemi sociali ed emotivi ma con alcune sostanziali variazioni: maggiore dinamismo, possibile anonimato, cerchia molto più ampia di conoscenze ed amicizie, maggiore “apertura” (intesa come partecipazione), volatilità  dell’esperienza.
Ognuno di noi è fortemente indirizzato dai pareri forniti da persone che stima all’interno dei gruppi social di appartenenza, dalla recensioni presenti negli store o nei principali siti di riferimento , dai tweet che fanno tendenza in rete,  dai risultati esito di una ricerca in Google, dalle sempre più numerose mail automatiche che ci arrivano quotidianamente avvisandoci della “tal offerta” o del commento postato dal nostro amico o “quasi-amico”.
La rete è uno spazio collaborativo e partecipativo dove tutti possono esprimere un parere ma, soprattutto, tutti possono ricevere centinaia di consigli, suggerimenti, congetture, inputs in grado di indirizzare il nostro comportamento e i nostri gusti personali.
Il “mondo social 2.0” fa pressione sul singolo, con le sue molte frecce, lo fa identificare con le comunità e gli strumenti virtuali più affini ai suoi interessi, al suo stile, alla sua emotività. E’ un luna-park emotivo che cattura la nostra attenzione con immagini, colori, video, faccette, email e commenti di ogni tipo.
Questi meccanismi dinamici non solo si autoalimentano, tramite algoritmi, ma beneficiano anche del contributo di coloro che in modo attivo, partecipano a questo immenso aggregato di emozioni e di interessi: Wikipediani, Recensori, Friends, Follower, Blogger,  .. una centrifuga di stimoli emotivi.
Siete spesso collegati in rete? forse non ve ne siete accorti ma siete profondamente influenzati dagli inputs (suggerimenti) che la rete costantemente vi fornisce, la vostra temperatura social è molto alta.
Un eccellente esempio di questo flusso virtuale è senz’altro Tripadvisor, il portale che, più di ogni altro, dispensa opinioni e contributi in rete. Una sorta di contenitore collettivo di giudizi di gradimento in grado di indirizzare il gusto dei singoli, una sorta di fratello maggiore che è già stato li, e per questo ti consiglia o ti sconsiglia un ristorante o un albergo. Un Portale che influenza il nostro tempo libero e, aspetto tutt’altro che secondario, ci permette di dire la nostra dopo avere provato di persona.
Tripadvisor è solo uno tra i molti portali in grado di dispensare recensioni , come ad esempio Trivago cito testualmente “Il motore di ricerca Hotel più grande al Mondo”, SayWine oppure VinoGusto con tantissime recensioni di vini, Comingsoon con le recensioni cinematografiche, Simonseeks per gli amanti dei viaggi, e poi siti con recensioni di videogiochi, cellulari, libri … Il modello si ripete, tutti possono leggere, tutti o quasi tutti possono partecipare aggiungendo il proprio parere.
Ancora più evidenti, e pressanti, i meccanismi social di tipo personale e automatico che si stanno diffondendo in rete. Un esempio? sono collegato a Skype e mi accordo che sulla destra appare un banner che mi propone delle padelle, faccio mente locale ed effettivamente due giorni prima ho cercato una padella in rete. Sono stato osservato, il mio comportamento è stato tracciato in una banca dati e ora il mio personal computer, anche se mi collego ad un sito meteo o ad un sito di notizie non fa altro che propormi padelle, vedo padelle ovunque… miracoli della tecnologia applicata alla rete.
Al pari dei portali Social-partecipativi, grandi contenitori di recensioni, troviamo i Portali “Store“, magazzini virtuali con un campionario che tende verso l’infinito (e oltre). Lo store per eccellenza è Amazon, anche in questo caso la prima pagina del portale si adegua ai miei gusti proponendomi due intere vetrine di padelle. Seleziono la prima padella, ottima, e trovo anche ben sei recensioni. Sei poi ci spostiamo nel reparto (virtuale) tecnologia hi-tech le recensioni sono molte di più, alcune anche competenti ed interessanti, un vero “patrimonio” di contributi.
Ultimi, ma non ultimi, troviamo i social network, quante volte a seguito di un post di un nostro amico troviamo una dozzina di commenti entusiasti? Quante volte diamo il nostro consenso? Il nostro pollice alto? Internet è una vetrina ma è, ancor di più, un modo per esprimere consenso, per aderire al/ai propri gruppi di appartenenza, anche se virtuali. Ogni Social Network, ogni Gruppo presente negli Instant Messenger, nelle Chat, rappresenta una cerchia, un insieme di cui facciamo parte, con cui interagiamo. Talvolta il gruppo social, seppure virtuale ed estemporaneo, determina nel singolo un forte senso di appartenenza, l’attinenza di interessi, di obiettivi personali può concretamente influenzare scelte e comportamenti personali.
Il quadro è piuttosto chiaro, internet, tramite i suoi grandi portali offre una quantità illimitata di opinioni e giudizi, motori di ricerca e web site ci osservano, tengono memoria, anche se per breve periodo, dei nostri desideri ed esercitano stimoli al fine di indirizzare il nostro comportamento, talvolta catturano l’attenzione del cyberutente con offerte simili o semplicemente accattivanti distogliendolo dall’obiettivo iniziale, talvolta forniscono preziosi suggerimenti indirizzandolo al meglio verso l’obiettivo.
D’altro canto i gruppi social, Facebook e WhatsApp primi tra tutti, ci coinvolgono decine di volte in una giornata, ci raccontano cosa dicono i nostri amici, ci fanno partecipare al dibattito, creano adesione, consenso, entusiasmo.
L’ uomo ( e la donna) del ventesimo secolo frequentavano amici, parenti e colleghi, compagni e, tramite questi gruppi, primari e secondari, costruivano la propria base di conoscenza, le proprie certezze, indirizzando i propri gusti e il proprio stile di vita.
L’uomo (la donna, l’adolescente, e talvolta anche il bambino) del ventunesimo secolo, preso in rete, frequenta decine di gruppi virtuali, molte volte durante la giornata, praticamente quando vuole, accede ad un’immensa quantità di giudizi e commenti, è costantemente stimolato da offerte, da meccanismi automatici che cercano di costruire nuove associazioni mentali, nuovi bisogni.
La differenza, in termini di influenza sociale, è enorme.
E c’è ancora qualcuno che non crede di essere in un Mondo 2.0.

Mondoduepuntozero.

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