Il potere delle icone e dei simboli

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Alcune volte per raccontare l’innovazione bisogna fare qualche passo indietro, analizzare abitudini consolidate, affermare l’importanza dei nostri istinti, porre la giusta attenzione verso il nostro passato.
Serve quindi una premessa la cui  duplice sfortuna è di nascere in un blog, e quindi essere estremamente sintetica, e di avere il sottoscritto come autore.
L’uomo ha attraversato, per migliaia di anni,  intemperie, pericoli, insidie e nemici di ogni tipo, ivi compreso se stesso. Ciò è stato possibile grazie ad una miscela di intelligenza, raziocinio ed attenzione verso tutto ciò che ci (lo) circonda. Ha da sempre tentato, ed è spesso riuscito, a ricondurre gli eventi a suo favore, a trasformare l’ambiente e le risorse a sua disposizione secondo i suoi scopi, a dire il vero non sempre encomiabili.
L’utilizzo dei sensi, la percezione animale del pericolo applicata alla capacità di trovare nuove soluzioni ci ha aperto numerose strade, ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi.
L’aumento progressivo della complessità sociale ha solo parzialmente sopito i nostri istinti, il nostro bisogno di osservare con attenzione tutto ciò che ci circonda, di cogliere i segni, di recepire nuovi stimoli, di indirizzare presente e futuro. Tali capacità  ci hanno reso prima sciamani poi papi, medici, esploratori, scienziati, ci hanno vestito, ci hanno cambiato.
Una storia, la nostra, ricca di totem, di altari, di mode, di nuove geometrie, di imponenti architetture, di inediti status ed anche di simboli, di icone.
Il progresso non ha mai ostacolato il valore dei simboli, il cui significato è andato di pari passo, alcune volte anche anacronisticamente o drammaticamente, con la cultura, la democrazia, l’innovazione.
La nuova dimensione virtuale, il web, che stiamo vivendo oggi, segue questa traccia indelebile posizionando le icone, i simboli,  al pari, almeno al pari, dei servizi e dei contenuti.
Il modo più semplice per riconoscere un internauta esperto sta nell’accertare la sua conoscenza ed il suo uso dei simboli. L’internauta esperto sa che “quel” simbolo sottointende “quel” servizio.
L’icona, il simbolo, associato al servizio diventa quindi il servizio, la cui affermazione passa anche per il gradimento, l’affezione, l’empatia che il pubblico della rete riesce a dimostrare verso ciò che lo rappresenta.
Il primo esempio è quello del feed RSS, servizio di abbonamento, praticamente sempre gratuito, a contenuti e novità on line direttamente disponibili sul proprio browser (o su un aggregatore di feed). L’icona arancione, simbolo del servizio di feed rss, colpisce subito la mia attenzione, mi porta a cliccare, selezionare il feed, valutare il mio effettivo interesse per quel tipo di informazione,
Un altro esempio di simbolo largamente diffuso nel web è il “mi piace“,  vero brand social, sinonimo di “facile”, “immediato”, “condivisibile”, “gradevole”, vero fenomeno global-popolare. Non è un caso se uno dei simboli più popolari del web riprende un simbolo ed un uso antico, quello del giudizio gladiatorio nell’antica Roma, ciò testimonia come l’uso di icone e simboli sia fortemente radicato nella nostra storia.
Una piccola nota di colore estratta da wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Pollice_verso): il pollice verso l’alto (o orizzontale) suggeriva la morte del gladiatore e non la sua sopravvivenza,  nel corso del tempo abbiamo trasformato un simbolo estremamente negativo in positivo, anche i simboli si evolvono e si adeguano ai tempi.
Attraversando una foresta di simboli in cui cinguetta l’uccellino di Twitter, troviamo utili le frecce che ci permettono di proseguire (nella navigazione), una lente che ci permette di ricercare al meglio, una “X” per toglierci di mezzo, una busta per scrivere ad un amico, una piccola stampante per ottenere una,  inutile, copia su carta, un ingranaggio per raffinare  la nostra ricerca, un carrello per acquistare ciò che ci piace, ….
Mi permetto di fare altri due importanti esempi: le App,   applicazioni per smartphone mobile e tablet, sono esse stesse simboli,  si utilizzano selezionando il riquadro con il loro simbolo;  la realizzazione  di un contributo social verso il network di amici o colleghi  avviene selezionando il simbolo corrispondente al social network, vero logo globale.In tutti questi casi, si tratta di simboli divenuti consueti per l’internauta, facili da selezionare, velocissimi da utilizzare, coerenti nei comportamenti, spesso simili ad altri simboli o oggetti reali usati in passato.
Non c’è nulla di nuovo da imparare, sono sufficienti i nostri sensi, la nostra sensibilità, la nostra intelligenza, per riconoscere ed utilizzare i nuovi servizi. Ancora una volta nella giungla, oggi virtuale, ci affidiamo  all’osservazione per uscirne al meglio.
Concludo questo breve articolo con due suggerimenti. Il primo è per gli utenti, lasciatevi catturare dai simboli, dai colori, dalle immagini, dalle forme, clikkate (ovviamente con la doppia k!!), sperimentate. Il secondo è per i progettisti web, non sottovalutate il potere ed il fascino primordiale dei simboli, ho personalmente gestito portali dove la sostituzione di contenuti testuali con simboli ha determinato incrementi impensabili in termini di accesso ed utilizzo dei servizi.  Vi invito, anche, a non sottovalutare l’applicazione di soluzioni semplici, non esitate nel vostro blog  o sito o portale  ad utilizzare i colori, lasciate il giusto spazio alle immagini,  la sola descrizione, ancor più se prolissa, non può essere sufficiente nel nuovo web.
L’icona rappresenta la più efficiente modalità di esposizione di un servizio nel “mondo virtuale”, il grande pubblico della rete non vede e non aspetta altro.
Un buon contenuto, un ottimo servizio, deve essere sostenuto da un simbolo, evidente,  caratterizzante, espressione del servizio stesso.
Collaborate, partecipate, ma non dimenticate di farlo utilizzando icone e simboli.
Mondoduepuntozero
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