Hopping: leggere saltellando

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Questo articolo prende spunto dal termine “hopping”, o meglio dall’uso che ne fa Thomas Newkirk in relazione all’azione di leggere e agli effetti determinati su di essa dal web.  Termine per altro già citato in un nostro articolo appositamente dedicato allo “Slow Reading“.
In breve sintesi Newkirk afferma che l’eccesso di informazioni, presente in rete, sta trasformando il nostro modo di leggere.

Saltelliamo, facciamo “hopping” da un testo ad un altro.

Siamo completamente d’accordo, ci sono numerosi buoni motivi a sostegno di questa affermazione:

  • nel web c’è, ovunque, eccesso d’informazione. Provate a leggere un sito di un quotidiano on-line. Pur selezionando l’articolo di vostro interesse sarete, nella stessa schermata, sommersi di proposte: altri articoli, video affini o completamente avulsi dal contesto, pubblicità, … Tentazioni che rendono difficile leggere sequenzialmente il testo. Viene voglia di selezionare qualcos’altro, saltare di palo in frasca, fare “hopping“.
  • Ogni nostra ricerca in rete determina l’immediata proposta di milioni di alternative, non possiamo vagliarle tutte. Spesso, a fronte di una ricerca tramite Google,  ci accontentiamo di quanto proposto nella prima pagina. Cliccando su una delle prime occorrenze deleghiamo la selezione ad un algoritmo. Altre  volte leggiamo qualche occorrenza della prima pagina, poi cambiamo pagina, leggiamo qua e la e così via nelle pagine successive. Noi tutti, utilizzatori dei motori di ricerca, a fronte di milioni di risultati proposti non possiamo che saltellare. Fare “hopping“.
  • il modello broadcast, molti a molti, diventato virale, determina l’arrivo ogni giorno sulla nostre utenze WhatsApp, Twitter, Facebook di migliaia di messaggi. Non possiamo leggerli tutti. La diffusione dei gruppi WhatsApp, ad esempio, ha avuto un effetto notevole sulla nostra socialità in rete, sulla quantità di volte che andiamo in internet a controllare se ci sono nuovi messaggi e, anche, sulla modalità di lettura di questi messaggi. Se la persona, il gruppo o l’argomento ci interessa poco saltelliamo, leggiamo, in parte, quasi tutto, poco. Ma non tutto, e non tutto con lo stesso livello di attenzione. Anche in questo caso ci mettiamo a fare “hopping“.
  • la nostra casella di posta elettronica è subissata di email. Riceviamo una mail ogni volta che un nostro amico pubblica qualcosa, ogni volta che c’è uno sconto, una novità, un articolo, una nuova tendenza. Molte di queste mail sono generate automaticamente. Molte di queste email non verranno da noi mai aperte. Spesso, molto spesso, non leggiamo neanche tutto l’oggetto (il titolo), ci limitiamo a saltellare da una parola ad un altra, da un mittente all’altro. La vostra casella di posta elettronica è piena? Vi tocca saltellare cancellando email a più non posso. Dovete fare “hopping”.
  • gli ipertesti, sempre più presenti, trasformano la lettura, forniscono nuove alternative e possibilità. Mentre sto leggendo, sequenzialmente, quindi in modo tradizionale e con impegno, scopro che quel determinato termine nasconde un “rimando”, un link, verso qualcos’altro. Se lo seleziono potrò saperne subito di più. Basta un click per fare “hopping“.
  • la lettura digitale ha effetti certi sulla nostra capacità di memorizzare e sulla nostra attenzione (vedi ad esempio il nostro articolo “La lettura dei testi: carta contro schermo”). Fino a pochi anni fa l’acquisto di un libro cartaceo implicava l’obbligo morale di portale a termine la lettura. Oggi l’ eBook, pur caratterizzato da analogo contenuto, quindi da analogo valore informativo e culturale, viene percepito con maggior distacco. Questo rapporto impersonale, virtuale, con il libro digitale, implica una minore empatia con il testo, una maggiore probabilità di lettura parziale o comunque non sequenziale. In parole povere il lettore, di fronte al testo digitale, al video, ha spesso la tentazione di cliccare, per saltare una pagina, un capitolo o parte del testo.

La mente umana, a fronte di un eccesso di informazioni, quindi di fatto in situazione di stress, agisce istintivamente, cerca tracce, segnali, tutto ciò che può risultare essenziale, vitale.  La rete mette alla prova i nostri istinti primari, la nostra capacità ricettiva e di pensiero.

L’ “hopping” non è un fenomeno circoscritto, casuale, le risposte ai successivi tre quesiti, posti dai nostri lettori, danno un’idea di come e quanto sta cambiando il nostro modo di leggere.

La lettura “a saltelli” ha effetto anche sul modo di leggere “su carta”?

Assolutamente si. Leggere velocemente, saltare porzioni del testo è un abitudine che, se radicata, diviene difficile da abbandonare anche mentre si legge un  testo cartaceo.

Solo i giovani fanno “hopping”?

Difficile rispondere, si tratta di un fenomeno globale  ma, allo stesso tempo, relativamente nuovo. Di certo c’è una fortissima relazione tra l’utilizzo frequente e compulsivo di chat e social network, quindi degli smartphone, e questa nuova modalità di lettura. Probabilmente è più corretto dire che questo fenomeno coinvolge buona parte dei  “grandi utilizzatori” di internet. Quindi milioni di persone.

Come evitare di fare “hopping”?

Cercate di leggere con maggiore impegno, interesse, attenzione. Leggete ad alta voce quando possibile, datevi personali obiettivi durante la lettura, partecipate a gruppi di lettura, condividete commenti e giudizi di gradimento relativamente a quanto letto, prendete nota dei concetti più interessanti e coinvolgenti. Se avete il tempo, la passione e l’interesse, scrivete. Quando si scrive non si può fare “hopping“.

Siamo accumulatori seriali di contenuti che poi non leggiamo, lettori multitasking, veloci e impazienti. Viviamo, come dice Thomas Newkirk, nell’ epoca della Culture of distraction“.
E quindi, sempre più spesso, facciamo “hopping“.

Concludiamo ringraziando sinceramente i pochi generosi lettori che hanno letto interamente questo prolisso articolo, senza cedere alla tentazione di lasciare tutto e saltellare altrove. Per una volta niente “hopping“.

Mondoduepuntozero

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