Hello Barbie: la cyberbambola connessa ad internet

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barbie_smartArticolo dopo articolo, passo dopo passo, cerchiamo di evidenziare le contaminazioni, reciproche, tra mondo reale e mondo virtuale (internet).  La nostra analisi sociologica della rete mette in evidenza nuove dinamiche, cambiamenti, inedite consuetudini, modi di fare o di comunicare, che variano a causa, o per merito, della rete.
Non a caso per meglio spiegare questo processo sociale (e virtuale) usiamo, seppure con un accezione non negativa,  termini molto forti come “contaminazione“, “virale“, “globale“, termini in genere usati per indicare una rapida condizione di contagio, conseguente alla veloce e inevitabile diffusione di un virus.
Al pari di altri aspetti che caratterizzano il nostro quotidiano anche il gioco sta subendo l’influenza della rete. Abbiamo già spiegato in un precedente articolo come la Lego ha creato una community di clienti/progettisti mindstorm, determinando inedite dinamiche di gioco e condivisione per nuovi modelli Lego.
Un altro brand di fama mondiale, la Mattel, si è chiesta come rinnovare il suo principale prodotto, in forte difficoltà in termini di vendita: la bambola Barbie.
Alle basi del progetto della nuova Barbie 2.0 (realizzato con la collaborazione dell’azienda Californiana ToyTalk) c’è la necessità di catturare l’attenzione di una nuova generazione di bambini, abituata ad utilizzare giochi fortemente interattivi, propositivi, che stimolano il loro gioco.
Dal punto di vista sociale, a prescindere dall’avvento di internet, è necessario evidenziare come le dinamiche di gioco basate sulle bambole Barbie beneficiavamo della presenza di più figli nella stessa famiglia o di gruppi di bambini “della porta accanto” che si frequentavano giornalmente, quindi di piccole comunità (reali) a sostegno delle dinamiche di gioco.
I bambini del ventunesimo secolo sono, in genere, molto interattivi, dinamici, esigenti e, spesso, abituati a giocare da soli, elementi che hanno messo molte delle nostre Barbie nel cassetto, seppure riposte con attenzione, ben vestite e pettinate.
“Perché non giochi mai con le tue Barbie? Ne hai un cassetto pieno? …non ho nessuno con cui giocarci…”
Identificati i principali motivi che rendono la bambola Barbie non più alla moda è necessario fissare le  qualità della nuova Barbie: la nuova Barbie deve fare compagnia a bambini, essere interattiva, affiancarli nel gioco,  stimolare la curiosità, rinnovarsi.
La soluzione? Semplice, la nuova “Hello Barbie“, collegata ad internet, dotata di sintetizzatore vocale, riesce a intuire la domanda posta dalla bambina e ad estrapolare una risposta dal suo database centrale, contattato in tempo reale tramite la rete.
Sappiamo che una parte dei nostri lettori/lettrici, nati e cresciuti nel ventesimo secolo , non potranno che inorridire all’idea che il loro gioco preferito, alimentato dalla personale, illimitata, immaginazione, sia evoluto in una versione multimediale, robotica.
Dobbiamo essere franchi, noi, utenti “diversamente digitali“, ci sentiamo un po’ come attori del cinema muto di fronte alla prima pellicola dotata di audio, disorientati.
Ad alimentare ulteriormente questa sensazione di sconcerto l’allarme, recentemente diffusosi in rete, sulla possibilità che le domande che i nostri figli porranno alla bambola potranno essere memorizzate in un server centrale, analizzate e valutate statisticamente. La bambola Barbie come “grande fratello orwelliano”?

Se non ci facciamo troppo distrarre da improbabili allarmismi, questa versione “robocop” della bambola Barbie ha il suo perché: viviamo una società dinamica, multimediale e interattiva, ma meno comunitaria rispetto a quella del 1959, anno in cui è stata commercializzata la prima Barbie,  i bambini, al pari degli adulti, forse troppo precocemente,  seguono i loro molti impegni giornalieri: sportivi, musicali, didattici… ed hanno poche occasione di gioco completamente libero. Ciascuno di questi impegni determina spostamenti e riduce il tempo da dedicare al gioco libero e, indirettamente, riduce le occasioni di gioco in comunità, tutto ciò mentre è aumentato il numero di giocattoli a disposizione di ogni singolo bambino.
Strumenti smart come le console di videogiochi, le smartTv, i giochi elettrici ed elettronici fortemente interattivi hanno aumentato la capacità ricettiva e attuativa del bambino che pretende stimoli con cui confrontarsi prontamente, rapidamente. In sintesi i bambini di oggi sono molto più “single”, veloci ed esigenti.
La Nuova Barbie è quindi il temporaneo punto di arrivo di una società molto social e poco aggregativa, molto veloce ma dotata di meno tempo libero.
È evidente inoltre come la bambola Barbie sia, da sempre, un modello di riferimento, un punto fermo nell’immaginario collettivo, il fatto che non sia solo bella ma anche loquace, in grado di esprimere un’opinione, le permette, forse,  di superare il proprio stereotipo basato sulla sola bellezza, seppure tramite un escamotage robotico.
La nuova Barbie è quindi espressione diretta del ventunesimo secolo e per questo motivo, probabilmente, sarà un grande  successo (a meno che qualcun altro inventi bambole ancora più intelligenti ed interattive).
Non dimentichiamoci che le nuove caratteristiche non precludono nessuna delle dinamiche di gioco precedenti, possiamo cambiarle d’abito, pettinarla, cambiare gli accessori, giocarci con la nostra amica del cuore, …
Qualche dettaglio di tipo tecnico, la bambola, per ora disponibile solo come prototipo, quindi non ancora in vendita, è dotata di connessione Wi-fi, ha due batterie incorporate nelle gambe, ed è in grado di ascoltare e rispondere grazie ad un sistema di sintesi vocale. Siete curiosi? Ecco la nuova Barbie.

Le nuove Barbie, i Lego, i taxi Uber, gli eBook,  i video in streaming, la musica on demand, le APP, gli instant messenger, tutti esempi in cui  la rete diventa, in modo prorompente, parte del nostro quotidiano.
Siamo tutti cyberutenti, sempre connessi in rete, bambola Barbie compresa.


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