Come saranno i computer del futuro.

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tony_stark_computer
Durante la progettazione di portali 2.0 mi viene chiesto spesso come saranno i computer del futuro, quasi impossibile rispondere, è altresì possibile evidenziare alcuni elementi innovativi, nuove dinamiche d’uso, nuove tecnologie non ancora completamente diffuse che probabilmente prenderanno piede, in  modo da farci un idea relativamente a quanto ci aspetta…
Osserviamo con attenzione quanto ci circonda: utenti, informatici, romanzi, film di fantascienza e nuovi dispositivi, dal mix di questi emergeranno, spero, interessanti indicazioni.
Iniziamo dai personal computer o meglio dagli schermi video, molti informatici, me compreso, utilizzano più schermi in contemporanea collegati allo stesso computer, personalmente ne uso due ma conosco colleghi che usano anche tre schermi in contemporanea. Il vantaggio è notevole in quanto ogni schermo è la prosecuzione dell’altro per cui posso avere un documento word in un video e trascinare alcuni suoi contenuti in un foglio Excel presente sul secondo video. Se ho un terzo video posso allo stesso tempo visualizzare informazioni utili per la redazione dei due documenti, ad esempio contenute nella posta elettronica.
Il mouse si muove in modo fluido da un video all’altro, i  tre video sono posizionati come fossimo davanti ad una lampada abbronzante trifacciale, uno centrale, due leggermente laterali.
Lo schermo video “trifacciale” fa perno su tre evidenze, la prima è la notevole ampiezza del campo visivo umano, che si estende oltre i 90 gradi, la seconda è la capacità sempre più frequente negli utilizzatori di computer, di effettuare più azioni in contemporanea, capacità detta “multitasking” (http://it.wikipedia.org/wiki/Multitasking), la terza è che il “copia” ed “incolla” fa, ahimè, parte del DNA di ogni utente evoluto.
Inoltre gli schermi sono sempre più sottili, probabile quindi che in futuro l’utente sarà dotato di numerosi schermi, anche più di tre, come succede nel cinema al miliardario Tony Stark in “Iron Man” o a Tom Cruise in “Minority Report” (regia di Steven Spielberg, tratto da un racconto del visionario Philip K. Dick)…non sottovalutiamo quando parliamo del futuro la capacità immaginifica di grandi scrittori, registi, sceneggiatori.
Come saranno le applicazioni software? Qui abbiamo un vantaggio, un punto di partenza, sono le tablet, strumenti che hanno creato un vero solco nei confronti dei personal computer in termini usabilità e maneggevolezza.
Innanzitutto questi devices si accendono e sono disponibili in un attimo, non è necessario attaccare fili, premere pulsanti, attendere alcuni minuti prima di avere il “desktop” effettivamente a disposizione.
Inoltre le tablet ereditano dagli “scaltri” cugini, i telefoni cellulari di ultima generazione, le APP, applicazioni semplici da selezionare ed utilizzare, semplici da chiudere, spostare, vedere nel loro insieme (ogni APP corrisponde ad un riquadro sullo schermo). Rispetto ai cugini le “tavolette” hanno a disposizione maggiore spazio, permettono quindi la progettazione di applicazioni software ad hoc, per questo dette native, dove la gestione degli spazi e dei servizi è contenuta e razionale, dove le dinamiche d’uso sono notevolmente velocizzate e semplificate.
La “catena di montaggio” che caratterizzava la produzione di applicazioni software risulta finalmente rivoluzionata. Prima, ovvero nel periodo che va dal 1970 al 2010, le interfacce software, (posizionamento dei campi, pulsanti, modalità d’uso) erano per lo più progettate dagli informatici, il “prelavorato” informatico veniva poi approfondito con i committenti, che non sempre coincidevano con gli utenti finali, apportate alcune possibili correzioni l’applicazione veniva poi rilasciata. L’esito finale di questo “primordiale” modo di concepire il software era che spesso gli utenti dovevano adeguarsi  a logiche tecniche o funzionali poco attinenti alle loro effettive necessità e non viceversa.
Le nuove applicazioni APP sono invece caratterizzate da inedite dinamiche d’uso, effetti sfoglia molto rapidi, vetrine, servizi ben enfatizzati, e soprattutto opportuno utilizzo degli spazi con pulsanti semplici e ben evidenti. Le APP rappresentano l’inizio di questo nuovo percorso in cui l’informatica è per gli utenti, un buon inizio.
I nuovi servizi sono e saranno sempre più veloci, molto veloci, caratterizzati dalla presenza di materiale multimediale (video, foto. documentazione PDF, ecc…) e molti ipertesti (testi che contengono link, riferimenti interattivi, verso altri contenuti). Inoltre  la “forbice” tra mondo reale e mondo virtuale sarà sempre più sottile grazie all’augmented reality (http://it.wikipedia.org/wiki/Realtà_aumentata) ovvero la commistione nel vostro devices di elementi virtuali e reali.
Un esempio di applicazione veloce, dinamica, pensata per il lettore, disponibile su tablet o meglio su  iPad,  è Flipboard, social magazine realizzato, non a caso, da Apple. Un social magazine altro non è che il pro-nipote degli attuali quotidiani, è possibile sfogliare articoli, immagini provenienti da quotidiani, periodici o siti di nostro interesse, senza sporcarsi le mani d’inchiostro. Vi consiglio di vedere il seguente video http://youtu.be/LDARc7jhM8U è poi di uscire di casa ed andare a comprarvi una tablet.
L’attuale effetto sfoglia, sempre velocissimo, è solo l’antesignano dei servizi che verranno, la Samsung ha recentemente presentato il cellulare mobile Samsung 4 caratterizzato dalle funzionalità “Air Gesture” che permette di sfogliare gallerie fotografiche muovendo le mani in aria senza toccare lo schermo e “Air View” per visualizzare le anteprime sempre senza toccare lo schermo. Probabilmente fa qualche anno basterà un impercettibile battito di ciglia per utilizzare il proprio computer.
Quindi riepilogando computer sempre più veloci, interazione sempre più spinta tra uomo e macchina anche senza la necessità del “tocco umano”, maggiore disponibilità di contenuti e di conseguenza maggiore spazio visivo, servizi più semplici da utilizzare finalmente privi di sovrastrutture informatiche, computer e video sempre più sottili sino all’impercettibilità degli stessi.
La continua ed immediata disponibilità di dati, servizi e contatti aumenterà la nostra capacità “virtuale” di relazionarci; la società, scossa nelle sue fondamenta, dovrà mettere in discussione i propri confini ed interagire in modo multidimensionale, dovrà tenere il “passo del 2.0”.
Mondoduepuntozero
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