Facebook e le tradizioni di famiglia

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Il Social Network Facebook è, spesso, ritenuto sinonimo di innovazione, modernità, relazioni virtuali, temporanee, immediate. Altrettanto frequentemente Facebook è criticato per le amicizie eccessivamente fugaci, per l’anonimato, per la facile presenza di identità false (online identity, blended identity, ecc…). L’equazione che esce da queste prime righe è “Facebook = cambiamento”.

Si tratta di una frettolosa conclusione che non ci trova affatto d’accordo.
La nostra opinione è che Facebook è un social network il cui principale compito è di recuperare legami sociali tradizionali.

Per spiegare questa semplice e solo in apparenza contraddittoria affermazione torniamo qualche secolo indietro. Non moltissimo a dire il vero.
Il benessere, lo stile di vita, la socialità della famiglia contadina era, in passato, profondamente legata al podere, al terreno da coltivare. Il numero dei membri della famiglia era diretta conseguenza delle numerose attività quotidiane da assolvere. Più si era e più si poteva produrre. Un nucleo familiare contadino era forte se numeroso, ancor più forte se in stretta relazione, sinergia, con altri nuclei della comunità rurale, ancor di più se  caratterizzato e conforme a  precise regole sociali.
Con la diffusione del denaro e dei beni mobili, con la diffusione di nuovi lavori non direttamente produttivi, il nucleo familiare è andato progressivamente riducendosi.
L’urbanizzazione, la  riduzione degli spazi sociali comuni, la parcellizzazione del lavoro, l’aumento del tempo dedicato agli spostamenti, rappresentano ulteriori importanti fattori, in termini di riduzione di socialità, e quindi di componenti, nel nucleo familiare.
Il colpo decisivo alla struttura familiare lo da, nel XX secolo,  la televisione, strumento di fruizione di massa. Ora possiamo smettere di comunicare e di fare figli, se siamo soli c’è la TV.

Pur estremamente breve e semplicistico il nostro racconto ci fa capire come la famiglia, nel corso di alcuni decenni, si è profondamente trasformata.

Il “single” è diretta espressione di questo processo di atomizzazione del nucleo familiare. Sempre di meno sino al numero minimo: tre, due, uno…singolo/singola e completamente autonomo/a.

Facebook tradizione famiglia

A questo punto, proprio a questo punto, subentra Facebook che, come sapete,  nasce per mettere in relazione, sociale, ex compagni di scuola, per poi raggiungere, in pochi anni, inaspettati remoti confini, planetari.
Facebook diventa un successo globale, proprio perché il modello sociale presente in quasi ogni parte del globo è basato sul progressivo  isolamento del singolo individuo. Sulla riduzione progressiva del nucleo familiare.

Nel terzo trimestre 2016 le persone che si collegano almeno una volta al mese a Facebook sono 1.788 milioni, quasi due miliardi (fonte Statista).

Facebook permette ad ognuno di noi di raccontare in breve il proprio quotidiano. Immagini e brevi testi che descrivono le nostre giornate, le cose belle, strane, divertenti, banali, terribili che viviamo ogni giorno. In genere i nostri post sono generici, cerchiamo di catturare l’interesse di tutti i nostri amici, mettiamo in vetrina alcuni aspetti del nostro carattere, i nostri umori. Briciole del nostro pensiero.

Su Facebook comunichiamo con i nostri cari. Cugini, zii, nipoti, parenti che non frequentiamo quotidianamente, a cui di rado telefoniamo, con cui  abbiamo  un legame, forte, nel nostro passato.
Facebook ci permette di mantenere e, talvolta, di recuperare, rapporti che per motivi di lontananza o semplicemente per come è organizzata la nostra giornata, stentiamo ad alimentare.

In pratica Facebook, seppure in modo virtuale, veloce, sintetico, recupera parte del gruppo familiare e amicale che, progressivamente, negli ultimi decenni, stando al nostro attuale stile di vita, si è diradato.
Permette di aumentare la nostra visibilità sociale e emotiva.

Facebook risponde, in piccola parte, al nostro bisogno primario di confrontarci con la nostra comunità, prima rurale, oggi virtuale.
È il recupero dei circoli, delle sedie fuori dall’uscio d’ingresso  accanto a quelle dei nostri vicini, delle finestre con le persiane aperte in strada.

Dal nostro punto di vista Facebook è uno strumento estremamente tradizionale che supera in parte il vuoto della società urbana, anonima, impersonale e televisione-centrica. Strumento che riprende, rivaluta e rielabora, in modo nuovo , originale, non sempre opportuno a dire il vero, il concetto di famiglia e di amicizia.

Non sappiamo quale sarà il prossimo passo, non sappiamo se social network, amicizie e affetti virtuali reggeranno all’usura del tempo.
Non sappiamo cosa ci aspetta.

Ma ci sentiamo diversi rispetto a coloro che affermano “che era comunque meglio prima”.  La dimostrazione virale ed evidente del percorso sociale inverso che stiamo facendo è testimoniata da strumenti come Facebook, che cercano, in modo nuovo, di recuperare i nostri legami primari e secondari.
Molti di voi, sicuramente,  non saranno d’accordo.
Parliamone su Facebook.

Mondoduepuntozero.

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