Bitcoin la moneta digitale

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Ci sono situazioni generate dalla rete, come quella che vi sto per raccontare, in grado di stupire anche gli addetti ai lavori, sottoscritto compreso.
Come ho già spiegato ritengo la rete, internet, un sistema autopoietico  i cui confini e la cui dimensione virtuale è ben delineata, è evidente però che questo spazio virtuale produce continue, forti, ingerenze nel nostro mondo reale, dal quale peraltro si alimenta.
È il caso di Bitcoin, moneta digitale o forse, per meglio dire, moneta matematica vista la sua natura prettamente virtuale, impalpabile, algoritmica, priva di infrastrutture finanziarie.
Bitcoin nasce nel 2009 con l’obiettivo di velocizzare e semplificare le transazioni economiche in rete. La sua architettura rispecchia in pieno tali intenti, la “moneta al bit” si usa in transazioni specifiche tra due interlocutori, dette “peer to peer“, si appoggia su un algoritmo open e su un canale di comunicazione protetto (criptato) che, oltre a garantire l’esito della transazione, protegge anche l’identità del compratore e dell’acquirente.
Si tratta di una sorta di ritorno al baratto tra mercante e compratore dove la conchiglia o il sassolino viene sostituito da un intangibile calcolo matematico.
Ancora una volta l’obiettivo di internet è di aggirare le pesanti infrastrutture presenti nella nostra società reale, “alleggerire” l’identità personale dell’internauta, effettuare operazioni veloci, immediate.
Detta così sembra si tratti di un invenzione simile a quella dei social network applicata a singole transazioni economiche, una moneta utile per semplificare gli acquisti “da nerds” come videogiochi e gadget e video porno con la garanzia di un acquisto in forma anonima.
Ad oggi però il percorso di questa moneta digitale sembra essere molto diverso, in forte crescita o, come si dice in ambito finanziario, “in bolla“. Un percorso che, almeno per il sottoscritto, è ad oggi ancora poco chiaro.
Il valore di una moneta virtuale come il Bitcoin è totalmente al di fuori degli schemi e delle regole finanziarie “reali”, questo essere fuori dagli schemi ha creato trend inediti, oserei dire vere e proprie distorsioni.
Se, ad esempio, il primo febbraio 2013 vi siete regalati un Bitcoin, al prezzo di 31.91 dollari americani, avreste potuto alla stessa data comprare due bamboline lalaloopsy in questo sito di vendita on line.
Se avete resistito alla tentazione e tenuto il vostro piccolo tesoro sapete bene che al primo di aprile con la stessa singola moneta le bamboline acquistabili diventavano ben sei, in soli due mesi il valore del vostro “coin” era triplicato raggiungendo i 100 dollari americani.
Il vostro Bitcoin, tranne una piccola parentesi estiva, è continuato a crescere di valore e, oggi, sempre se non avete acquistato le bamboline di cui sopra, vale 1112.87 dollari americani,  quindi circa 35 volte il valore di inizio anno, circa 65 bamboline lalaloopsy….
Il bello è che con i Bitcoin si possono acquistare anche beni tangibili di notevole valore come televisori, computer, macchine fotografiche,  vacanze, biglietti aerei,….
Diventano sempre più numerosi i siti di ecommerce che vendono i loro prodotti anche o esclusivamente tramite Bitcoin.
Bitcoin è uno dei fenomeni emergenti della rete, transnazionale,  indifferente a governi e banche, immediato, sino ad oggi sicuro.
Come i suoi “cugini”, gli altri fenomeni della rete che sono divenuti globali, i motori di ricerca, i social network, i wiki, bitcoin propone qualcosa di completamente nuovo, un nuovo modo di concepire una transazione economica, efficiente ed anonimo, privo dei pesanti fardelli presenti nella società tradizionale.
Siti, blog, media digitali, social network, portali hanno rivisto e contaminato il mondo dell’informazione, televisione e carta stampata, e delle relazioni sociali imponendo nuovi modelli di comportamento. Bitcoin, o la sua naturale evoluzione, questo poco importa, se diverrà nei prossimi decenni un fenomeno globale, determinerà effetti notevoli, oggi non ipotizzabili,  su governi e banche centrali. Forse metterà in discussione l’attuale  modello di scambio sociale basato sulla concentrazione del capitale e su regole decise in gran parte dall’alta finanza e dalle banche centrali.
Con la stessa enfasi devo evidenziare anche le distorsioni che posso caratterizzare questo fenomeno finanziario e sociale. Il totale anonimato può favorire transazioni non legali, la circolazione di denaro di dubbia provenienza, l’evasione fiscale, l’acquisto di merci non permesse, lo spostamento illecito di capitale.
La rete, strumento globale, può diventare strumento agile per singoli criminali o, peggio ancora, per organizzazioni il cui fine è delinquere.
L’attenzione dei paesi emergenti verso questa moneta può quindi rappresentare un importante fattore di diffusione ma, allo stesso tempo, favorire attività illecite, amplificare comportamenti devianti, aumentare il business “sommerso” trasformandolo in “virtuale“.
Come sempre quando si parla di effetti negativi ricordo, ai numerosi detrattori della rete, che internet è diretta espressione della nostra società, delle pulsioni dell’uomo,  eredita dal mondo reale comportamenti e situazioni già esistenti che tende a rielaborare utilizzando nuove dinamiche.
Ancora una volta Internet ci stupisce, il suo essere “virtuale” e “sistema” permette di concepire nuovi modi di “essere” e di “fare”.
La monete rappresentano ad oggi il più significativo baluardo ereditato dai precedenti sistemi sociali, la creazione di una nuova moneta virtuale e di un nuovo modo di gestire le transazioni determina oggi ragionevoli diffidenze ma allo stesso tempo ci indica un percorso di “lungo periodo” dove le regole della rete superano i concetti stessi di nazione, confine, identità collettiva e personale.
Oggi un Bitcoin vale 838.53 Euro ovvero  1112.87 dollari americani, domani chissà.
Mondoduepuntozero.

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