Quando acquistare uno Smartphone per il mio bambino?

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Qual è l’età giusta per acquistare il primo smartphone per nostro figlio?
Chi di noi, genitori nel XXI secolo, non ha passato qualche ora insonne cercando una risposta.

La prima generazione di genitori che si confronta con Internet non ha punti di riferimento:

  • Non può ricordare com’era utilizzare Internet, perché la rete, venti o più anni fa, non c’era.
  • Non può fare riferimento ad una didattica consolidata. Scuole e istituzioni non hanno programmi di educazione all’utilizzo della rete, se non in via sperimentale. Inoltre spesso gli insegnanti, in assenza di un percorso formativo, tendono a prendere una posizione neutrale, al limite del negazionismo.
  • Non può cercare in rete, dove argomenti così complessi sono di rado trattati con competenza.
  • Non può creare in rete “percorsi di navigazione” sicuri, completamente affidabili, la rete è un labirinto, in continua evoluzione.

Per provare a capire meglio cosa succede in rete e tentare una risposta ci affidiamo alla Società Italiana di Pediatria.
Le raccomandazioni recentemente pubblicate riguardano in particolare l’utilizzo di smartphone e tablet nel primo anno di vita.  Si avete capito bene! Il primo anno di vita!  Superato un primo momento di incredulità, vista l’età dei protagonisti, non bambini ma bebè, esaminiamo il testo con maggiore attenzione e ne sveliamo il raggio d’azione molto più ampio.

No a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

I nostri bambini sono collegati molte ore al giorno, tant’è che il limite suggerito, per i bambini 5-8 anni è veramente “importante” – due ore al giorno non sono poche. Forse anche il limite indicato avrebbe bisogno di un ulteriore limite. Si cerca di limitare un fenomeno che in molti casi, già oggi, ha superato un “punto di ragionevole equilibrio”.

I bambini utilizzano sempre più frequentemente i dispositivi mobili, e i genitori, distratti, indaffarati, impegnati, li lasciano in rete.

La Società Italiana di Pediatria parla di “telefonino pacificatore”. Un fenomeno complesso che coinvolge milioni di persone, genitori e bambini.
Lo smartphone, strumento sempre disponibile, fornisce stimoli, catalizza l’attenzione, richiama tramite i beep delle sue chat.
A pensarci bene stiamo solo replicando un modello già presente: I bambini emulano gli adulti, sempre più connessi, in ogni luogo e orario del giorno.

Dare un limite di utilizzo e regole d’uso al proprio bambino è estremamente importante. Permette di ritrovare i ritmi giornalieri, di parlare durante i pasti, permette di partecipare al contesto “reale”, circostante.

In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori.

La nuova generazione è realmente nativa digitale, ha una percezione degli spazi digitali diversa, accelerata, rispetto ai propri genitori. Diversa persino da quella dei cugini più grandi nati ad inizio secolo. Una nuova generazione più veloce, la prima in grado di utilizzare incondizionatamente la propria fantasia in un contesto virtuale, premessa indispensabile per navigare appieno la rete.

Questa generazione di “bambini digitali” auto apprende in rete, non ha bisogno di manuali, istruzioni, indicazioni. Sperimenta, seleziona, agisce.

E la nostra domanda iniziale? Ci affidiamo ad un’altra nota statistica della Società Italiana di Pediatria.

L’età media del primo smartphone è tra 10 e 12 anni, ma l’1,4% lo ha avuto anche a 5 anni e il 26% tra 6 e 10.

Non esiste una regola uguale per tutti, non esiste il “momento giusto”. in cui regalare uno smartphone al proprio figlio. Bisogna ragionare sul contesto. Se tutti i coetanei hanno lo smartphone sarà difficile non mettere il proprio figlio in una condizione paritaria. Specie a partire dalle scuole secondarie, le “medie”.

È necessario come genitore osservare e cogliere alcuni importanti segnali, se il bambino (o la bambina) è in grado di interrompere l’uso del dispositivo, volontariamente, ad esempio all’arrivo di un amico, oppure come già detto prima dei pasti.

È importante spiegare come si raggiunge il proprio personale equilibrio tra contesto reale e virtuale.  Ad esempio non portare lo smartphone a letto prima di dormire. Oppure più semplicemente non utilizzare lo smartphone mentre ci si lava i denti o mentre si attraversa la strada.

Altrettanto importante affiancare il bambino durante l’uso, in modo evidente e non in segreto. Non dobbiamo monitorare i nostri figli, piuttosto sostenerli, spiegare cosa si può cercare in rete, da cosa diffidare. Chiarire in modo esplicito la differenza tra un’amicizia virtuale e una reale. Dove non andare (in rete) e quando chiamare la mamma o il papà. Insegniamo loro a non odiare in rete, a non rispondere alle provocazioni digitali.

L’utilizzo di Internet non va demonizzato, ci sono molte App e software che stimolano la creatività dei ragazzi, servizi che permettono di creare musica, video, disegnare, scrivere, comporre, miscelare. Composizioni originali, realizzate dai nostri figli.

Internet è lo spazio dove i nostri figli passeranno una parte significativa della loro vita, sta a noi genitori educarli, accompagnarli e sostenerli.

Un percorso nuovo anche per noi, prima generazione di genitori digitali.

Genitori, viviamo in un mondo 2.0, datevi una mossa!

Mondoduepuntozero.

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